Smog, la Regione non blocca più le auto. Cattaneo: «Valori delle Pm10 in calo»
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Smog, la Regione non blocca più le auto. Cattaneo: «Valori delle Pm10 in calo»

«Il blocco delle auto a Como non si farà». La conferma arriva direttamente da Bruxelles, dove si trova l’assessore all’Ambiente di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo impegnato a un tavolo istituzionale.
«In mattinata – spiega al telefono Cattaneo – mi sono subito fatto mandare la situazione delle centraline di Varese, Como e Lecco. I valori sono migliorati e anche in queste ore non dovremmo avere criticità. Le misure di primo livello sono previste dopo cinque giorni di superamento. Posso così confermare che nella provincia di Como lo stop non sarà necessario. Domani (giovedì ndr) valuteremo invece la situazione nelle altre otto province, che anche ieri hanno superato la soglia».
Il vento caldo di martedì insomma, il favonio che ha soffiato per alcune ore sulle Prealpi, portando temperature anche tra i 17 e i 19 gradi, è bastato a ripulire l’atmosfera delle famigerate Pm10 e anche delle micidiali Pm2,5.
La media delle stazioni di rilevamento (Como, Cantù ed Erba) si è attestata a 43, contro i 72 di lunedì e i 74 di sabato. Altrove in Lombardia la situazione è decisamente più critica. Per Monza Brianza (ieri a 66,3) la decisione verrà presa oggi, così come per Milano (67,6) e Bergamo (70,8), oltre che per tutta la Bassa Lombardia, dove da venerdì dovrebbero scattare i blocchi anche dei diesel Euro 4. Si tratta di diverse migliaia di auto, immatricolate fino al 2012. Ma lo smog è davvero in grado di fermarsi al confine di una provincia?
Il mancato blocco non viene certo salutato con un applauso da Elisabetta Patelli, portavoce regionale dei Verdi. «Non mi stancherò mai di ripetere cosa vado a dire da vent’anni – spiega – Se si entra in una stanza e c’è aria viziata, o fumo, si aprono le finestre. Si tratta di azioni che fronteggiano un’emergenza, ma non la risolvono. Si deve intervenire su cosa crea l’inquinamento, l’aria viziata nella stanza. Invece la Regione arriva a nascondere le polveri sottili sotto il tappeto».
Elisabetta Patelli sottolinea come anche nel Comune di Como il discorso dell’Ambiente sia trascurato.
«Abbiamo un aumento esponenziale delle patologie mediche legate agli inquinanti, si tratta di nemici invisibili – spiega – In altre città d’Italia o d’Europa si è fatta una scelta precisa. Milano ha investito sul trasporto pubblico, la mobilità elettrica e chiuso il centro alle auto. In Emilia si programmano blocchi periodici su più province, ben organizzati. A Como gli unici provvedimenti della giunta Landriscina sono stati riaprire alle auto delle strade chiuse come via Milano Alta, togliere corsie preferenziali e cercare parcheggi in centro. Tutti vorremmo arrivare in ufficio seduti in auto, ma un sindaco è anche responsabile della salute dei cittadini e deve assumere a volte anche provvedimenti impopolari. Non siamo più in campagna elettorale da un po’».
«L’inquinamento è dato dal riscaldamento domestico – dice Elisabetta Patelli – e dal traffico dei veicoli. Qui al massimo facciamo il tifo per la pioggia e per il vento. Se Milano è riuscita ad affrontare il problema, perché Como deve far finta di nulla?»
I provvedimenti antismog a livello regionale e comunale non convincono neppure il presidente dell’Aci di Como, e già numero uno dell’Automobile club nazionale, Enrico Gelpi. «C’è sempre troppa approssimazione – spiega – si bloccano certi motori e altri no. Si deve ragionare su un piano della mobilità ad ampio respiro, con l’organizzazione dei parcheggi e dei servizi. Bloccare le auto, o alcune auto, un giorno, è inutile, se non dannoso».

6 Dicembre 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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