Smog, dopo quattro giorni stop alle auto Euro 4. In vigore i nuovi provvedimenti della Regione
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Smog, dopo quattro giorni stop alle auto Euro 4. In vigore i nuovi provvedimenti della Regione

Sono scattate a inizio settimana, con 15 giorni di anticipo rispetto agli anni precedenti, le misure antismog decise dalla Regione Lombardia in accordo con Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna nell’ambito dell’Accordo di programma del bacino padano sottoscritto con il ministero dell’Ambiente.
Numerose le novità introdotte a partire da questo autunno con l’obiettivo di ridurre le concentrazioni di polveri sottili nell’aria che respiriamo. La più rilevante prevede due livelli di guardia oltre i quali verranno bloccate anche le auto diesel con motori Euro 3 ed Euro 4, oltre che i veicoli commerciali.
La delibera regionale che dà attuazione in Lombardia all’Accordo di bacino (n° 7095 del 18 settembre 2017) non si limita infatti ad anticipare al 1° ottobre (in precedenza scattava il 15 ottobre) il consueto stop ai veicoli più inquinanti – Euro 0 a benzina ed Euro 0, 1 e 2 diesel – dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30, ma introduce misure più restrittive in caso di superamenti ripetuti della soglia limite, che corrisponde a concentrazioni di Pm10 pari a 50 microgrammi per metro cubo d’aria.

Dopo 4 giorni consecutivi di sforamento di tale soglia, infatti, il provvedimento regionale prevede che in ambito urbano vengano bloccate anche le auto diesel Euro 3 ed Euro 4 dalle 8.30 alle 18.30, mentre per i veicoli commerciali lo stop viene innalzato soltanto ai mezzi diesel Euro 3 che non potranno circolare dalle 8.30 alle 12.30, cioè solo nella mattinata.
Se gli elevati livelli di inquinamento dovessero protrarsi per 10 giorni, ulteriori limitazioni scatteranno per i veicoli commerciali: il divieto di circolazione per gli Euro 3 verrà esteso all’intera giornata lavorativa, fino alle 18.30, e verrà aggiunto lo stop a camion e furgoni Euro 4, anche se solo al mattino, dalle 8.30 alle 12.30.
Le sanzioni previste per chi non rispetterà le limitazione alla circolazione variano, secondo quanto indicato dalla stessa Regione, da un minimo di 75 euro a un massimo di 450 euro.
Tutti questi provvedimento riguardano la stagione autunnale e invernale e saranno in vigore per sei mesi, fino al 31 marzo del prossimo anno.
Già in questi giorni – quando gli impianti di riscaldamento ancora non sono stati accesi – le concentrazioni di polveri sottili nel Comasco si sono avvicinate alla soglia limite dei 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo d’aria. Le centraline di rilevamento dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) hanno infatti già raggiunto quota 46 µg a Como e 42 µg a Cantù, mentre a Erba le polveri sono ancora lontane dai livelli di guardia, ferme a 24 microgrammi.
Tenendo anche conto delle esperienze degli anni scorsi, è facile prevedere che, con l’arrivo dei periodi più freddi e l’accensione delle caldaie per il riscaldamento, la soglia dei 50 microgrammi verrà presto superata, anche per più giorni consecutivi. E se gli sforamenti dovessero protrarsi per 4 o addirittura 10 giorni, le auto diesel Euro 3 e 4 dovranno restare in garage, almeno nelle aree urbane. Pure i mezzi commerciali subiranno ulteriori limitazioni alla circolazione, come illustrato sopra.
Tutto ciò almeno in teoria, perché vi è il grosso problema dei controlli sulle strade, visto che, sempre sulla base degli scorsi anni, le contravvenzioni per infrazioni a questi divieti sono sempre state in numero limitato.
La delibera di Palazzo Lombardia ha rinviato invece di un anno, all’ottobre del 2018, il blocco dei veicoli diesel Euro 3 – auto, furgoni e camion – per tutto il semestre. Dal 1° ottobre del prossimo anno, e fino al successivo 31 marzo, nelle aree urbane dei comuni con popolazione superiore a 30mila abitanti – dunque a Como e a Cantù – i veicoli Euro 3 diesel non potranno più circolare dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30.
Un rinvio che non è piaciuto a Legambiente. «La Regione – afferma Barbara Meggetto, presidente regionale dell’associazione ambientalista – aveva assicurato che il blocco degli Euro 3 sarebbe scattato ben tre anni fa e poi, di rinvio in rinvio, si è scivolati a dopo le prossime elezioni regionali».

4 Ottobre 2017

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