Sobrietà e rigore, così il Sociale riapre alla città

Prima del Sociale, Der Messias di Haendel

Parole d’ordine sobrietà (rarissimi gli abiti da sera lunghi o colorati, prevalenza di nero) e rigore, ma anche speranza ed entusiasmo. Temperatura misurata all’ingresso e mascherine per tutti. Dopo sette mesi di silenzio causa pandemia, il Teatro Sociale di piazza Verdi da oggi è di nuovo aperto al pubblico. Alle 20.30 ha preso il via la stagione “Notte”, intitolata con sguardo al futuro e pensiero positivo “D’acqua e vita”. Dimenticatevi la consueta passerella di autorità e vip locali per il rito della “prima”: il tutto è andato in scena senza il tradizionale sfoggio di toilettes e atmosfera festaiola. Tutti come detto muniti di mascherina (le maschere con l’aggiunta di visiera l’avevano in tessuto bianco e nero, griffata As.Li.Co.), palchi gremiti ma platea piena a metà causa norme sanitarie: circa 400 posti in tutto contro i quasi mille a pieno regima. Ma la prova di coraggio è stata vinta. Era in scena l’oratorio barocco “Der Messias” di Georg Friedrich Händel nella revisione di Wolfgang Amadeus Mozart, monumento di spiritualità in musica adatto per il solenne momento, come segno di rinascita e rivincita.
Massimo Fiocchi Malaspina ha diretto l’Orchestra de I Pomeriggi Musicali e del Coro di Opera Lombardia, con i solisti Marigona Qerkezi, Chiara Tirotta, Didier Pieri e Andrea Patucelli.
Emozionato il direttore generale di As.Li.Co, (l’ente gestore del teatro), Giovanni Vegeto: «Il coro aveva il magone nelle prove, tornare dal vivo è un atto d’amore che ripaga di tanta attesa».
«Apriamo le porte alla speranza e celebriamo la vita» gli ha fatto eco nel suo messaggio la presidente del Sociale, Fedora Sorrentino.
«Come indica lo stesso “Messias” – ha detto Claudio Bocchietti, presidente della Società dei Palchettisti proprietaria del teatro – riapriamo con l’invito a risorgere da un periodo buio. Era dagli anni Ottanta, dalla grande chiusura del restauro che il Sociale non rimaneva sbarrato, sono stati sette mesi in cui abbiamo lavorato dietro le quinte, noi e l’ente gestore, per una apertura in sicurezza. Significativo dunque che si riparta con il massimo impegno di tutti per offrire uno spettacolo di qualità in condizioni di totale sicurezza, anche se questo determina scelte difficili e problemi di gestione assolutamente non trascurabili».
«La volontà – ha proseguito Bocchietti – è mantenere il Sociale al centro della vita culturale della città di Como, considerando tra l’altro che sempre più la cultura e il turismo culturale sono e saranno nei prossimi anni un importante traino per il territorio lariano. Di fatto questa è una stagione sperimentale, anche la prima è un banco di prova operativo per noi e per l’As.Li.Co. La notizia che i palchi siano operativi al cento per cento è un buon auspicio in questa prima. Significa che la gente nonostante tutto ha voglia di uscire, di andare a teatro. Perché il teatro e la musica sono esperienze dal vivo imprescindibili e insostituibili, e lo abbiamo provato sulla nostra pelle durante la quarantena».
Il predecessore di Bocchietti, il notaio Francesco Peronese (in carica dal 2000 al 2018 e fautore degli ultimi importanti restauri nonché dell’ingresso operativo di As.Li.Co. a Como), ieri prima del recital ha ricevuto da Simonetta Manara Schiavetti degli Amici del Teatro il “Premio Como Città della Musica”, un’opera dell’artista comasco Nicola Salvatore. «Il Sociale è un gioiello da custodire con entusiasmo» ha detto ringraziando commosso.
Ieri sera ha avuto il suo battesimo da assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Como Livia Cioffi: «La prima del Sociale è un evento immancabile – ha dichiarato – siamo felici che il teatro riapra alla cittadinanza, ha sofferto molto come tempio della cultura comasca e sono qui a portare a nome di tutto il Comune di Como e della giunta comunale la solidarietà e la vicinanza dell’amministrazione, siamo ben consapevoli delle difficoltà cui va incontro una struttura come il Sociale nell’allestire gli spettacoli e garantirne la sostenibilità, specie per la prosa». In rappresentanza del Comune c’era anche il vicesindaco, Adriano Caldara.
Un’altra esponente del mondo politico, la presidente del consiglio comunale di Como, Anna Veronelli, ha rimarcato ieri sera che «tornare nel nostro teatro sa di rinascita, di speranza dopo un anno così drammatico, sono felice di poter condividere questa emozione con tutto lo staff del Sociale e chi ama il teatro. Mi auguro che i teatri non vengano di nuovo costretti a chiudere, per precauzione: sarebbe una vera sciagura per le migliaia di persone che ci lavorano. Bisogna consentire che, rispettando le norme anti Covid, si possa continuare una stagione che finalmente ricomincia». A sottolineare l’eccezionalità della serata, ieri Espansione Tv, che lunedì dedicherà uno speciale all’evento, ha aperto una finestra in diretta sulla prima nel suo telegiornale intervistando il direttore poco prima che andasse in scena.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.