Soccorre una donna in autostrada, comasco travolto e ucciso da un’auto

La Polizia stradale è intervenuta per la tragedia sull'A8 La Polizia stradale è intervenuta per la tragedia sull’A8

Ha visto un’auto, una Fiat Panda, in mezzo alla carreggiata dopo un incidente. Ha accostato il camion sulla parte destra della corsia nord che conduce a Varese, all’altezza di Castellanza.
Poi è corso a vedere come stava la signora.
Ha fatto però appena in tempo a raggiungere l’autovettura.
Una frazione di secondo dopo infatti è stato travolto da una Bmw che sopraggiungeva lungo la A8.
Un impatto devastante, che l’ha sbalzato dall’altra parte della corsia.
È morto così Paolo Miele, autotrasportatore di Bregnano, 41 anni. Inutili i tentativi di strapparlo a un destino tremendo. Due ore dopo il ricovero in ospedale, il suo cuore ha cessato di battere. Morta anche la donna che era al volante della Panda, una 41enne di Busto Arsizio, Caterina Costa.
Il dramma si è consumato in piena notte, all’1.20, all’altezza del chilometro 17 dell’Autolaghi, nel territorio del Comune di Legnano. L’autotrasportatore di Bregnano ha notato la Panda in difficoltà dopo l’incidente, non si sa se per un malore della donna al volante o per un colpo di sonno. Così è intervenuto per cercare di aiutarla. Ha accostato il camion, è sceso ed è corso incontro alla vittima prima di venire travolto dalla Bmw condotta da un monzese di 52 anni. La Procura di Busto Arsizio, competente sul territorio, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico dell’automobilista brianzolo. I rilievi sull’accaduto sono affidati agli uomini della polizia stradale di Busto.
Da appena sei mesi Paolo Miele aveva cambiato attività lavorativa diventando autotrasportatore. Prima guidava una ruspa per una ditta che si occupa della sistemazione del tratto autostradale.
Lavorava a volte di giorno, a volte di notte. Da una decina di anni condivideva l’abitazione di Bregnano, all’interno di un cortile di via Menegardo, con quella che era la compagna. Con lei condivideva anche la sua fortissima passione per i cani.
I parenti li aveva tutti in Campania. A Bregnano aveva gli amici, con cui trascorreva il tempo libero dal lavoro. In paese Paolo non era molto conosciuto, ma la notizia della sua morte si è subito diffusa. Su Facebook gli amici hanno subito espresso il loro dolore per la morte di “Paolone”, così lo chiamavano. «Ciao gigante buono, continua a brillare come hai sempre fatto», l’ha ricordato un amico, «oggi era un mercoledì normale, dopo una notizia così è diventato il giorno più brutto che ci sia» ha aggiunto un altro. «Ora ci chiami tutti e ci dici che è uno scherzo, vero?» ha scritto un ennesimo compagno. Purtroppo, però, non si trattava di alcuno scherzo.

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