Soccorritori in prima linea nell’emergenza: «Sempre con entusiasmo e determinazione». La testimonianza di Sos Lurago d’Erba

Sos Lurago d'Erba

Un tributo alle tante persone che, dipendenti e volontari, sono in prima linea sulle ambulanze nella battaglia contro il Coronavirus. Nelle immagini gli operatori di Sos Lurago d’Erba, associazione che conta un totale di 200 persone, di cui più di un centinaio impegnata nei servizi d’emergenza. Lurago d’Erba, ma potrebbero essere i volti di qualunque persona impegnata in questo compito.
Dal paese della Brianza ogni giorno le ambulanze partono per servizi che non riguardano soltanto il Comasco, ma anche le province di Monza, Varese e Lecco, a seconda delle esigenze.
«Con l’emergenza Coronavirus molto è cambiato – spiega il presidente Guido Villa – sia da un punto di vista operativo, sia psicologico. Quando c’è un caso sospetto, ci viene preventivamente segnalato, ma anche per altre chiamate usciamo con la massima attenzione perché qualunque persona potrebbe essere in teoria un portatore del virus. Non sappiamo mai la situazione che possiamo trovare. Quindi, anche per una chiamata per, poniamo un esempio, una frattura, al paziente misuriamo la febbre e mettiamo mascherina e guanti». Quando invece si tratta di Coronavirus «noi rappresentiamo il primo contatto con i sanitari, che poi proseguirà negli ospedali. Posso garantire che non è facile, perché le persone sono ovviamente preoccupate, spaventatissime e bisogna gestire anche l’angoscia dei parenti. Noi non possiamo fare altro che prendere i numeri di telefono per poi passarli ai nosocomi. Cerchiamo di portare calma, anche se non è facile, visto che purtroppo c’è anche chi, nei casi peggiori, non tornerà più nella sua casa».
In questa fase sono aumentate le protezioni, l’abbigliamento indossato negli interventi, ma non solo. Il personale sanitario è ora composto da tre persone per ambulanza e non più cinque. Dopo ogni uscita si procede alla disinfezione del mezzo, un procedimento piuttosto lungo.
«Ma malgrado questo, tra i nostri soccorritori – spiega ancora Villa – vedo grande entusiasmo e il vero spirito del volontariato. Non nego che ci sia qualche genitore che invita a lasciare perdere, visti i rischi di questa fase, ma loro non mollano e ad ogni turno si mettono in gioco con determinazione. Li voglio ringraziare tutti».
Una Sos Lurago che deve gestire anche altri servizi. «Il nostro è un grande lavoro di squadra – conclude Guido Villa – Oltre alle emergenze vanno gestite le persone da portare nelle visite negli ospedali, che stanno riprendendo, o in dialisi. E poi ci sono i consueti interventi che richiedono una ambulanza. Devo anche dire che dopo giorni in cui praticamente siamo usciti solo per il Coronavirus, ora la percentuale delle uscite per altri motivi si sta alzando. Lo diciamo con grande cautela, ma lo prendiamo, in questo quadro, come un segnale tutto sommato positivo».

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