Soccorsi per Brienno, il comitato locale vuole coprire con un telo le case sventrate

Raccolti 200mila euro per residenti e aziende
A un anno di distanza dalla frana del 7 luglio 2011, Brienno ha ancora molto da fare e da ricostruire. Ma negli ultimi dodici mesi, i briennesi non sono stati lasciati completamente soli.
Almeno il Comitato di soccorso per Brienno, presieduto dal Maria Grazia Mantero, sindaco del paese dal ’74 all’89, ha svolto un ruolo determinante per sostenere i residenti e gli imprenditori colpiti dalla sciagura.
L’attività del comitato, ormai prossimo allo scioglimento avvicinandosi la fine dello
stato di emergenza, ha raccolto fondi per 200mila euro, redistribuiti in tranche periodiche da 7mila euro per ogni abitante o impresa colpiti. Denaro raccolto attraverso donazioni, feste e contributi vari.
«Non si tratta di un comitato per la ricostruzione, quanto per il rimborso a chi è stato colpito – spiega Maria Grazia Mantero – Sosteniamo chi è rimasto senza casa, pagando l’affitto, e facilitando gli imprenditori a riavviare le attività. Vogliamo rendere la vita più facile alle persone di Brienno». Si tratta cioè di semplificare l’esistenza di un paese devastato, la cui vita scorre triste in attesa della ricostruzione e della ripresa di un’esistenza normale, consci dell’impossibilità di tornare alla situazione precedente alla frana che tra le altre cose ha distrutto una struttura storica e di evidente importanza per il paese, il ponte romanico polverizzato dallo smottamento della montagna.
«L’attività del comitato sta tuttavia andando diminuendo – racconta Mantero – anche perché cominciano a venire meno le donazioni da parte dei privati».
Le ultime attività del comitato saranno due. Aiutare chi deve lasciare i ruderi di casa propria e lasciare anche il terreno su cui poggiano le abitazioni da demolire è la priorità. In secondo luogo, per lenire almeno in parte l’amarezza, il comitato si sta mobilitando per coprire agli occhi dei briennesi uno dei simboli della tragedia.
«Vogliamo stendere un telone davanti alle case sventrate dalla frana, stiamo considerando alcuni preventivi – dice la presidentessa – Dovrebbe funzionare come per Palazzo Marino a Milano durante i lavori di ristrutturazione: coprire non solo le tracce della distruzione, ma anche i lavori che, speriamo, avranno inizio a breve».

Matteo Congregalli

Nella foto:
Una delle abitazioni di Brienno più colpite dall’alluvione del 7 luglio scorso (Mv)

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