Socialità, giovani a rischio nell’era di TikTok

Studenti Como

“Effetto TikTok” sulla formazione della soggettività: quali le conseguenze per bambini e preadolescenti? Se ne occupa in un nuovo articolo sul sito “agendadigitale.eu” lo psicanalista comasco Roberto Pozzetti.
«TikTok viene annoverato fra i social di cittadinanza (…) permette una riproducibilità digitale di sé e la formazione di un alter ego incarnato nel nickname e nel personaggio rappresentato nei video, in una forma analoga ai personaggi in cerca d’autore pirandelliani».
«Va precisato – dice Pozzetti – che, in questo momento specifico nel quale perdura l’emergenza sanitaria giunta alla terza ondata di Covid-19, la potenziale dannosità di TikTok si somma a quella della didattica a distanza. In buona parte del mondo, infatti, i giovanissimi fruitori del social di origine cinese trascorrono diverse ore della propria giornata davanti a computer, smartphone, tablet per assistere alle lezioni delle scuole di vario ordine e grado da loro frequentate. Spesso vivono la chiusura della scuola in presenza con tristezza, con amarezza, con crisi di pianto, con sofferenza. Dunque, dopo cinque o sei ore di studio da remoto che iniziano in prima mattinata e proseguono sino al pomeriggio, ragazze e ragazzi trovano un diversivo e uno spazio di aggregazione nel mondo dei videogiochi online oppure sui loro social preferiti, fra i quali appunto TikTok».
Data l’impossibilità di aggregarsi ecco che i giovani si ritrovano negli spazi territorialmente autonomi della rete. E la loro giornata è in gran parte digitale, virtuale, davanti a schermi, mettendo a rischio la vista oltre che i neuroni e le facoltà cognitive, il senso della realtà.
«Talvolta inviano dei messaggi addirittura mentre dormono. Si tratta del fenomeno dello sleep texting» avvisa Pozzetti riferendosi a una ricerca americana. «Un punto critico di TikTok, forse lievemente più accentuato rispetto ad altri social di cittadinanza, sta nell’usarlo per ammazzare il tempo. Come sosteneva lo psicoanalista Erich Fromm, con una frase folgorante, l’uomo moderno pensa di perdere qualcosa del proprio tempo se non fa le cose in fretta; però non sa che farsene del tempo che guadagna, se non ammazzarlo. TikTok riempie il tempo, lo ammazza, aggiungendo ben poco valore in termini di elaborazione intellettuale. I video si avviano in modo incessante e intrattengono i ragazzi in un modo spesso passivo». E il circolo è vizioso. «Uno dei sintomi comuni – conclude l’articolo – è il “fomo”. Si tratta dell’acronimo di Fear Of Missing Out, la paura di venire tagliati fuori. Fondamentale è infatti il sentimento di appartenenza alla comunità, al gruppo virtuale offerto dal presidiare uno spazio e un tempo virtuale. Se ci si disconnette troppo a lungo da TikTok, si teme di rimanere emarginati».

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