Soffia aria di Giro d’Italia e Paolo Rosola, primo a Como nel 1987, inaugura le mostre

giro d'Italia, mostra temporanea museo del Ghisallo al Broletto. In foto, l'assessore Carola Gentilini con Paolo Rosola

Un viaggio tra cimeli, ricordi, emozioni, maglie e biciclette, pezzi rari dalla collezione del museo Madonna del Ghisallo di Magreglio e videoproiezioni. Al Broletto di Como, in vista del Giro d’Italia che arriverà in città il 26 maggio, è stata inaugurata sabato la mostra “Temporary Ghisallo Museum”, organizzata dalla Fondazione Volta, dal museo del Ghisallo e dal Distretto urbano del commercio con la collaborazione del Comune.
Aperta fino al 27 maggio, l’esposizione si affiancherà all’altra mostra “2 ruote rosa”, esposizione diffusa della collezione di fotografie di Fabrizio Delmati, dal Broletto a Porta Torre, passeggiando tra i negozi delle vie dello shopping nel centro storico di Como.
Tra i protagonisti indiscussi della presentazione al Broletto, ieri, l’ex ciclista professionista Paolo Rosola (nella foto sopra con l’assessore Carola Gentilini), vincitore di dodici tappe del Giro d’Italia, compreso quell’ultimo indimenticabile arrivo a Como, nel 1987.
«Mi piace essere spettatore, se riesco nei luoghi dove ho vinto. Credo che porterò anche mio figlio. Sono soddisfazioni per me e per la mia famiglia, credo anche per i tifosi» aveva già detto poco tempo fa. Anche il figlio Kevin corre in bici. Una strada obbligata visto papà e mamma, la campionessa olimpica Paola Pezzo.
«Como e la sua provincia rappresentano la storia del ciclismo», ha spiegato sempre Rosola, facendo riferimento al Lombardia e al Ghisallo. Riguardo quell’arrivo in volata di 22 anni fa, in cui bruciò il suo compagno di squadra, il saronnese Volpi, ha aggiunto: «Doveva essere un arrivo per velocisti, una tappa tranquilla, invece Volpi andò in fuga. Poi venne ripreso. C’era il rischio che fosse passato da altri, così mi lanciai nella volata. In quei momenti lì devi essere come un toro che va ad attaccare».
L’ex campione non si vuole sbilanciare in un pronostico. «Bisogna vedere in che condizioni arriveranno i velocisti puri. Preferirei rimanere l’ultimo specialista che ha alzato le braccia sul lungolago ancora per un po’», ha concluso.

giro d'Italia, mostra temporanea museo del Ghisallo al Broletto.
giro d’Italia, mostra temporanea museo del Ghisallo al Broletto.

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