Soldi investiti e scomparsi nel nulla: raddoppiano le segnalazioni

alt Gli avvocati delle vittime si ritrovano e chiedono l’intervento della mediazione civile e commerciale: invitati a partecipare il promotore finanziario e la banca per cui lavorava
I risparmi andati in fumo sfiorerebbero i 500mila euro: nei guai un ex dirigente della Como Nuoto

(m.pv.) Ci sono storie di ogni tipo tra chi si è presentato in Procura in queste settimane per raccontare la propria disavventura e, soprattutto, i propri risparmi di una vita evaporati nel nulla. Tutti, in precedenza, affidati a un insospettabile amico che si è poi rivelato persona diversa da quella che si credeva. Così, a perdere decine di migliaia di euro sono stati un testimone di nozze, un compagno di banco, un amico ai tempi della leva militare e altri ancora. Tutti che si erano affidati

a Roberto Cioffi (56 anni), ex promotore finanziario per conto di un istituto di credito cittadino, nonché ex dirigente della Como Nuoto.
In Procura si sono moltiplicati i fascicoli a suo carico. All’iniziale decina di persone finite su un fascicolo del pm Antonio Nalesso, in quanto presunte vittime del promotore (per un totale di circa 300mila euro di risparmi evaporati), se ne sono aggiunte almeno altre sette.
Tutti avrebbero raccontato di aver consegnato (in totale) altri 263mila euro a Cioffi, soldi da investire e in realtà mai più rivisti.
Quattro avvocati in rappresentanza dei rispettivi clienti – stiamo parlando dei legali Elena Vimercati, Enrico Mauri, Marco Corti e Antonio Lamarucciola – hanno così presentato una istanza di mediazione congiunta in cui sono stati invitati a partecipare, oltre al promotore finanziario, anche la banca per cui lavorava all’epoca degli episodi ora finiti su un tavolo della magistratura. L’appuntamento è stato fissato per il 19 marzo alla mediazione civile e commerciale di Lipomo.
«Per noi è evidente che oltre al promotore anche la banca aveva il compito di controllare – hanno detto in coro i legali – Già solo la contestazione ipotizzata di appropriazione indebita sta a dimostrare che tutta questa vigilanza non ci fu affatto. Vogliamo anche dire a tutte le altre vittime di farsi avanti, di denunciare e raccontare la loro vicenda».
Secondo quanto raccontato negli esposti depositati in Procura, molti di quei soldi volatilizzati sarebbero confluiti su un conto corrente intestato al promotore finanziario che è stato sequestrato dagli uomini della guardia di finanza ma su cui ormai c’era una somma molto inferiore a quella investita dai clienti. A portare allo scoperto l’accaduto, fu una inchiesta interna aperta proprio dalla banca dopo una serie di segnalazioni ricevute su alcuni strani spostamenti di denaro attribuibili all’indagato. Sospetti poi rivelatisi fondati, almeno secondo i clienti che si sono rivolti alla magistratura.
Tra le nuove vittime, come detto, ci sono anche molti amici di lunga data del promotore finanziario. Uno di questi, dopo aver appreso dalla banca quanto era avvenuto, chiamò quell’uomo con cui andava in vacanza assieme da anni e a cui aveva affidato i propri soldi e risparmi: «Ma non dirmi che quello che mi hanno raccontato riguarda anche me?», gli chiese sconcertato. «Sì, purtroppo ci sei dentro anche tu», fu la replica riferita ieri dall’avvocato della vittima. E degli 85mila euro investiti, ovviamente, non c’era più alcuna traccia.

Nella foto:
In queste ultime settimane, in Procura sono giunte molte altre segnalazioni in merito alla vicenda del promotore finanziario che avrebbe fatto evaporare quasi 500mila euro

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