Soldi per i bagni dalla tassa di soggiorno

altLa città da cambiare
Lucini: «Interventi a Porta Torre, Como Lago, e in via Vittorio Emanuele»

Soldi per i bagni pubblici dalla tassa di soggiorno che il Comune di Como ha introdotto dallo scorso maggio. La ricetta è del sindaco del capoluogo Mario Lucini, il quale tenta di mettere una pezza a una carenza storica che abbiamo evidenziato in tutta la sua dimensione su queste colonne.
«Tra gli interventi già previsti grazie agli introiti generati con la tassa di soggiorno – ha detto il primo cittadino ieri a Espansione Tv – è compresa la sistemazione, entro l’autunno, dei bagni di

Porta Torre, di quelli vicini alla stazione di Como Lago e di quelli dei giardini pubblici di via Vittorio Emanuele». Un primo passo, certo, nella direzione di presentare una città più a misura di turista e di visitatore.
Sulla questione dell’assenza di bagni pubblici è intervenuto ieri anche il presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi.
«Sono anni che ci lamentiamo per questa carenza – spiega Primavesi – mancano i più banali servizi per i visitatori. Le toilette sono indispensabili per una città normale, figuriamoci per una città turistica come la nostra».
Un danno di immagine che si ripercuote anche sui commercianti e i gestori di bar e ristoranti che proprio in questi giorni hanno invece avviato una campagna d’accoglienza verso i clienti attraverso la “cultura del sorriso”.
«Noi continuiamo a sforzarci per mettere una pezza dove vi sono lacune, ma da soli possiamo fare ben poco – dice ancora Primavesi – Bar e ristoranti non possono fare miracoli e non possono sostituirsi all’ente pubblico».
Primavesi pensa poi alla situazione dei servizi igienici in città.
«A Como ci sono pochissimi bagni – dice – e quelli che ci sono non funzionano come dovrebbero. Mi chiedo cosa si aspetti per intervenire. Non servono grandi investimenti».
E proprio tra i gestori dei pubblici esercizi ci sono esempi virtuosi. Il gestore della Baita Ristoro Baradello, Salvatore Caltagirone, ha deciso dopo 17 anni di cessare la sua attività dal 31 luglio. Una scelta sofferta e condizionata dal braccio di ferro tra il Club “Amici del Baradello”, onlus fondata nel 1946 e Palazzo Cernezzi per il canone d’affitto della struttura e i lavori di adeguamento. Ogni giorno Caltagirone dal 1° agosto si reca però alla baita per aprire i bagni e assistere in qualche modo i viandanti.
«Mi sono impegnato tagliare l’erba e a tenere aperti i bagni anche se il servizio di ristorazione è chiuso – spiega – da settembre dovrebbe arrivare il nuovo gestore. Ora sto cercando un mezzo che possa portare l’acqua nella vasca dei pesci. Con il caldo il livello è sceso e i pesci rischiano di morire», conclude il gestore.

Paolo Annoni

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