Soldi per Villa Olmo, ma lavori a Villa Saporiti

altFondi Cariplo, ecco i primi dettagli del progetto destinato al recupero dell’area

(da.c.) Un pezzo alla volta, si scoprono i dettagli del progetto campus universitario, promosso da Univercomo e Politecnico e in lizza per ottenere i fondi del bando Cariplo.
Ieri, in Regione Lombardia, un comitato ristretto ha analizzato alcune problematiche relative al “rilascio” delle aree interessate dall’eventuale ristrutturazione. Alla riunione ha partecipato, tra gli altri, anche Roberto Bollina, direttore generale dell’Asl di Como.
«Ho confermato la disponibilità allo spostamento

di alcune nostre strutture – ha detto Bollina – così come ci è stato chiesto dalla presidenza della Regione». La parte interessante della riunione, però, è stata un’altra. Ovvero l’illustrazione sommaria delle richieste di Univercomo e Politecnico.
Illustrazione che non ha mancato di riservare sorprese. A quanto è stato detto, infatti, il primo lotto su cui stanno lavorando i promotori del campus si ridurrebbe, almeno nella fase iniziale, alla ristrutturazione del corpo centrale dello stabile una volta adibito a ospedale psichiatrico.
Le due ali del “ferro di cavallo” del San Martino rimarrebbero, invece, scoperte. La motivazione data a una soluzione che appare minimale è stata di natura squisitamente economico-finanziaria.
Al momento, infatti, non ci sarebbero altre disponibilità liquide diverse dai fondi accantonati da Univercomo per interventi a favore del Politecnico. Poco più di 2 milioni di euro, cui dovrebbero aggiungersi gli eventuali contributi straordinari di Cariplo.
Senza un eventuale, cospicuo aiuto della Regione, peraltro promesso dal governatore Roberto Maroni soltanto pochi giorni fa, il destino del campus universitario appare segnato.
Il progetto di Villa Olmo
Per un progetto che si assottiglia sempre di più, ce n’è un altro che si gonfia giorno dopo giorno. Parliamo, ovviamente, della ipotizzata ristrutturazione di Villa Olmo, che il Comune di Como presenterà al bando Cariplo per ottenere il massimo dei contributi possibili. I dettagli del progetto non sono noti, ma qualcosa trapela ugualmente dalle maglie molto strette dell’ufficio tecnico di Palazzo Cernezzi, dove si lavora da giorni in modo forzato per rispettare i tempi previsti (15 novembre). La cosa più interessante del progetto Villa Olmo, in realtà, riguarda la compartecipazione della Provincia. Ovvero, il rifacimento dei giardini di Villa Saporiti.
Nessuno stupore. I motivi di questa scelta sono molteplici. A partire dal fatto che la compartecipazione di più enti locali garantisce un maggiore punteggio. Destinare una parte dei fondi ottenuti a Villa Saporiti significa concentrare i lavori di Villa Olmo su un primo lotto nel quale sembra siano stati inseriti il rifacimento totale delle solette e il restauro conservativo di affreschi e stucchi.
Nel parco di Villa Saporiti, invece, ci sono da rifare i prati, l’alberatura e le cordonature.
Si può ipotizzare, ma servono conferme, che la richiesta di fondi riguardi per un terzo i lavori in Provincia e per due terzi il cantiere di Villa Olmo.
Dal primo lotto rimarrebbero forse escluse le serre a Nord del ponte pedonale.

Nella foto:
Il teatro interno della settecentesca villa comasca. A fianco, il concorso ippico degli anni ’50

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