Sole e caldo, ozono in aumento. Valori elevati a Erba e Cantù

Un'immagine di Cantù
Piazza Garibaldi, il cuore della movida canturina
Concentrazioni di ozono tra le più elevate della Lombardia a Cantù

Concentrazioni di ozono in aumento in riva al Lario. L’incremento è notevole soprattutto in Brianza, dove è stata superata la soglia di informazione, fissata dalle autorità sanitarie a 180 microgrammi di ozono per metro cubo d’aria. Secondo le centraline di rilevamento dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa), domenica scorsa – ultimo dato disponibile – l’ozono era arrivato a quota 190 microgrammi a Cantù, dopo aver raggiunto i 175 µg/mc sabato e i 169 venerdì. Analoga crescita a Erba, dove domenica ha fatto segnare 182 microgrammi (168 il dato di venerdì e 175 quello di sabato). Resta invece sotto la soglia di informazione il capoluogo: domenica le concentrazioni di ozono erano ferme al dato di sabato, pari a 166 microgrammi.

L’Arpa segnala che, nella giornata di domenica, il dato di Cantù è stato il secondo più alto dell’intera Lombardia, preceduto di poco soltanto da quello di Saronno (191 microgrammi). «Le previsioni meteorologiche dei prossimi giorni – sottolinea inoltre l’Agenzia regionale – fanno ritenere probabili ulteriori superamenti delle soglie».

L’ozono è un gas naturale che si forma normalmente nella stratosfera, lo strato dell’atmosfera che si estende dai 10-15 Km fino a 30 Km circa di distanza dal suolo terrestre. La sua presenza qui risulta di fondamentale importanza per la vita sulla Terra, in quanto fornisce un eccellente schermo in grado di filtrare le radiazioni ultraviolette (UV), potenzialmente cancerogene. Nella parte più bassa dell’atmosfera (troposfera) è invece dannoso per la salute umana e per la vegetazione; le sue concentrazioni aumentano in presenza di forte irraggiamento solare e di elevate temperature.

La “soglia di informazione” (180 microgrammi di ozono per metro cubo d’aria) corrisponde al livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione nel suo complesso: da qui l’obbligo per le istituzioni di informazioni adeguate e tempestive sulle concentrazioni di ozono. Vi è poi una soglia successiva, detta di “allarme” (240 microgrammi) oltre la quale i rischi per la salute valgono per tutti.

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