Solo la politica può mettere una toppa

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di Marco Guggiari

Piscina di Muggiò, palazzetto dello sport e Villa Olmo: il Comune tenta una difficile rimonta sulle opere incompiute, sui lavori non fatti, sui ritardi. È la scommessa di chi crede in uno sprint finale di questa amministrazione prima del voto previsto per l’anno prossimo. Una corsa contro il tempo, come quella a un nuovo bando dopo gli errori che hanno portato alla mancata bonifica dell’area ex Ticosa.

Al di là degli esiti che verranno, qualche considerazione è possibile. La prima: la visita, in origine negata e poi concessa ai giornalisti al palazzetto di Muggiò, ha certificato una situazione paradossale. L’immaginabile stato di decadenza in cui versa la struttura ha reso chiaro il senso di quell’iniziale diniego motivato con un inusuale «Non ne vale la pena». Una valutazione paternalistica, ma generata dal pudore, dal vero e proprio senso di vergogna nel mostrare i locali, i campi da gioco, il loro totale degrado, l’accumulo lì di ciarpame e di quant’altro fosse necessario stipare da qualche parte. La visita, però, non ha certificato soltanto questo, ma anche la pacifica ammissione fatta dall’assessore allo Sport Marco Galli a nome di tutta la giunta: ci sono 3,5 milioni di euro a disposizione dalla Regione per un nuovo palazzetto, ma a Como, tre anni dopo, si stanno ancora controllando le carte («fase di analisi dei documenti presentati»)… Un buon ritmo, non c’è che dire.

La seconda considerazione riguarda invece il tentativo annunciato dall’assessore ai Lavori pubblici Pierangelo Gervasoni di tentare soluzioni in extremis su più fronti: per la piscina, rifacendola ex novo; per lo stesso palazzetto, aggiungendo avanzi del bilancio comunale ai soldi stanziati dalla Regione; per Villa Olmo, partecipando alla richiesta di risorse previste dallo Stato nell’ambito di progetti di rigenerazione urbana.

Impossibile prevedere come andrà a finire, ma nella totale emergenza affiora quanto meno l’idea di un ragionamento complessivo, un piglio che ci auguriamo possa avere fortuna nell’interesse di Como e dei comaschi.

Se così sarà, dovremo concludere quanto già pensiamo da tempo alla luce dei fatti (mancati): in politica e nell’amministrazione dei Comuni non ci si inventa dal nulla, non ci si improvvisa. Non è necessario nutrire particolari simpatie o antipatie nei confronti dell’assessore Gervasoni o di chiunque altro per capire che se ce la farà in questa impresa sarà principalmente perché ha dalla sua un’esperienza politica maturata da tempo sul campo, nei partiti e nella progressione delle responsabilità e degli incarichi. Questo, nel caso in cui riesca ad agguantare un rimedio ai problemi evidenziati, può valere per lui come per chicchessia, di qualsiasi parte politica. Per chiunque non sia catapultato da altre esperienze, degne e magari importanti, ma del tutto diverse, alla guida dei settori-chiave di un ente locale. E non è questione di grammatica, ma proprio di pratica.

L’ultima breve considerazione è riferita all’ex Ticosa. Domani si terrà una riunione ad hoc della Prima Commissione, circondata da un’aura di riservatezza. È giusto così quando sono in ballo vicende che riguardano da vicino le persone. Attendiamo però poi di sapere, com’è stato promesso ormai due mesi fa, chi ha sbagliato negli uffici e perché. È una questione di chiarezza. La si faccia fino in fondo.

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