Cronaca

Solo l’industria comasca non perde terreno in Lombardia

Il rapporto congiunturale del primo trimestre
Produzioni a picco in tutte le altre province. Male il settore artigiano
Il Lario regge, quantomeno non affonda come il resto della Lombardia. All’inizio del 2012 l’industria comasca ha resistito e non è ritornata nel baratro come invece è avvenuto per le altre province lombarde.
Nel primo trimestre di quest’anno la produzione industriale comasca non ha subito variazioni rispetto al medesimo periodo del 2011. Un risultato di per sè certo non esaltante, ma che diventa significativo a fronte della pesante flessione registrata nel resto della regione. Con la
sua variazione pari a zero, Como è l’unico territorio a non perdere quote produttive. Un dato positivo di fronte al tonfo di Lodi (-10,4%), Varese (-5,8%) e Brescia (-4,9%) e delle altre province, che presentano risultati tutti in negativo, seppure con flessioni più contenute. Soltanto l’industria lecchese, con un calo di appena lo 0,2%, ha dimostrato di saper reggere, assieme a Como, alla nuova ondata di crisi che ha travolto le industrie lombarde dopo i timidi segnali di ripresa che si erano manifestati durante il 2011.
I dati emergono dal rapporto congiunturale di Unioncamere Lombardia, redatto assieme a Confindustria Lombardia e alla Regione, in collaborazione con le associazioni lombarde dell’artigianato, e presentato ieri mattina a Milano.
Tra i settori produttivi, su scala regionale il tessile ha perso il 5,5%, il legno-arredo il 4,9%, la meccanica il 2,3%, tanto per citare i comparti più diffusi in riva al Lario.
A livello regionale, la produzione industriale è calata dello 0,7% rispetto al trimestre precedente, ovvero alla fine del 2011, e del 2,8% su base annua, cioè rispetto ai primi tre mesi del 2011. «Segnali di preoccupazione per i prossimi mesi provengono dall’andamento degli ordinativi interni (-2% rispetto all’ultimo trimestre del 2011 e -7,3% quella su base annua) – si legge nel rapporto di Unioncamere Lombardia – mentre l’estero registra una variazione positiva rispetto alla fine del 2011 (+0,8%)».
L’andamento positivo delle esportazioni, ha sottolineato ieri Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia, conferma che «anche nei momenti più neri della crisi, l’internazionalizzazione è il principale strumento per la tenuta delle imprese».
L’indagine ha anche ribadito il malessere profondo dell’artigianato lombardo, che nel primo trimestre del 2012 ha perso il 2,6% rispetto al trimestre precedente e il 6,4% rispetto a un anno fa.
Sul fronte della mobilità, infine, nel primo trimestre di quest’anno erano 1.112 i comaschi che usufruivano di questo ammortizzatore sociale destinato a chi ha perso il lavoro, un dato in calo del 6,6% rispetto al medesimo periodo del 2011.

Marcello Dubini

5 Mag 2012

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