Solo un parcheggio e del verde nel futuro dell’area Ticosa

Area Ticosa

Un sondaggio online, da compilare in forma anonima, ha un valore puramente informativo per chi dovrà decidere le sorti dell’ex Ticosa.
Constatare però che in cima ai desideri di 1.335 utenti del web vi sia avere in Ticosa spazi verdi (84,9%) e parcheggi (72,9%), la dice lunga sulla capacità di “volare alto” e “pensare in grande” dei comaschi sull’area più contesa dell’ultimo quarantennio. I numeri sono però sempre da leggere fino in fondo. Non solo, se insieme con i numeri si leggono anche i commenti lasciati dai partecipanti al sondaggio, ecco che il quadro del nuovo quartiere appare un po’ meno spoglio. Oggi la Fondazione Alessandro Volta ha diffuso i risultati del questionario online pubblicato lo scorso 14 marzo. Se si parla di desideri, dopo parcheggio e verde, ecco che al terzo posto, con il 70,7% troviamo un “polo culturale” nell’ ex Ticosa, quindi piazze e luoghi di incontro (67,4%), un polo creativo (62,5), parchi giochi bambini (62,2%), impianti sportivi (58,3%), musei (56,1%) e un polo tecnologico (55,9%). Case? Uffici? Negozi? Hotel? L’ex tintostamperia, ricordiamo, libera una importante cubatura in tema di edilizia, sono stati investiti decine di milioni di euro di soldi pubblici. Un po’ tanto per una spianata, pur nel verde, dove parcheggiare le auto per arrivare in centro.
Eppure i partecipanti al sondaggio “non desiderano” centri commerciali (86,2%), uffici (82,7%), hotel (83%), edilizia residenziale (77,5), bar (74,4), uffici pubblici (72,6%), edilizia sociale (72%), ristoranti (69,7%), cinema (69,4), negozi (69,1%), ambulatori sanitari (65,8%) e scuole o università (51,9%). Diversi spunti, arrivano invece dalla lettura dei commenti. Molti sono convinti che si debba fare qualcosa e in fretta. Una convinzione che ha probabilmente condizionato il sì al «parcheggio e basta». C’è invece chi va più in profondità nella questione. Chi vorrebbe una torre sul modello dei nuovi quartieri milanesi, che ricordi la pila di Volta e possa ospitare anche un polo di ingegneria energetica. Chi vorrebbe realizzare un’area mercatale e chi crede nel trasferimento della maggior parte degli uffici pubblici, dal Comune al Catasto.
«Sono molto soddisfatto del riscontro avuto dal questionario – ha detto il presidente di Fondazione Volta, Luca Levrini – Non tanto per il numero di risposte avute, ma per la partecipazione attiva riscontrata. Il 37 per cento di chi ha partecipato ha, infatti, integrato il questionario con commenti personali. Ho letto tutti gli oltre 500 commenti e devo dire che sono la parte viva del questionario, sono l’espressione concreta di un forte desiderio di cambiamento».

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