Cronaca

SOLUZIONE PROVVISORIA PER L’AREA EX TICOSA

di MARIO GUIDOTTI

Un impegno quattro anni dopo l’abbattimento
Spiace, ma a volte bisogna ricordare, anche senza celebrarli, i brutti anniversari. E quello di ieri, accanto a quello tragico del Giorno della Memoria  su scala mondiale, è stato per Como il quarto anniversario dai festeggiamenti per l’abbattimento del vecchio corpo dell’ex tintostamperia Ticosa.
Partiamo con una premessa, anzi una solenne promessa: non vogliamo cadere nel solito articolo polemico, irriguardoso e sbeffeggiante nei confronti dell’amministrazione cittadina. Vogliamo andare oltre le beghe politiche, perché siamo di fronte a un argomento che non si presta a smentita. Tanto è stato

detto su questa materia e il male peggiore di tutto questo spettacolo non sta nelle parole, ma nelle macerie, non solo edilizie, che ogni giorno dobbiamo vedere passando in quella zona.
 Quelle edilizie, urbanistiche e vegetali, perché ormai l’area assomiglia sempre più a una giungla tropicale, nulla sono rispetto alle macerie umane che crescono e resistono in quegli ettari di città abbandonata e fuori controllo, e di cui facciamo persino finta di misconoscerne l’esistenza. Lì vivono uomini-topo, esseri senza la dignità di un giaciglio meritevole di questo nome. E questa ci pare la colpa più grande di una mancata programmazione e realizzazione che data ormai ben quattro anni. Non facciamo finta che sia un problema di ordine pubblico, è un problema urbanistico con una ricaduta sociale. E siccome tira aria che ci vorranno non si sa quanti anni per realizzare qualcosa di definitivo in quella sede, è pensabile accettare un tale stato di cose per così tanto tempo? Possiamo permetterci di aspettare una soluzione definitiva, pagando un prezzo insopportabile non solo da un punto di vista estetico, ma soprattutto sociale e civile? Certo che no.
E allora, coraggio assessori, consiglieri, ma anche e soprattutto cittadini e attività produttive: fuori le idee per una soluzione provvisoria. Rapida, accettabile, utile e anche economica, perché abbiamo visto indirettamente lo stato delle casse comunali. È così improbabile estirpare la boscaglia e buttare una colata di asfalto, con quattro linee ben fatte e creare parcheggi, magari alternati ad aiuole? Non credo costi tanto. E perché no? Un giardino pubblico con alcuni parchi gioco. Con un minimo di recinzione per la notte. Se si autorizza un po’ di pubblicità all’interno magari lo pagano completamente le ditte florovivaistiche che lo creano, sul modello di certi spartitraffico delle rotonde.
Alcuni campi di calcetto alternati a campi di tennis? Un “percorso vita” con quattro strumenti ginnici. Un circuito per biciclette. Coraggio gente, date idee. Anche in stile naif. Facciamo una sorta di appello, concorso pubblico. Ma rapido, pochi mesi e via che si realizza. Esagero: attribuiamo il prossimo Abbondino d’oro a chi offre l’idea migliore. Qualunque cosa sarà meglio del vedere la zona degradata che ci si offre adesso. Ripeto, solo provvisoria, ma troviamo una soluzione. Ne va di buona parte della nostra residua dignità di cittadini.

28 gennaio 2011

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
novembre: 2018
L M M G V S D
« Ott    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto