Cultura e spettacoli

Somaini, appello a tutti i lariani per il catalogo

altIl caso
Il critico Crispolti curerà i quattro volumi in cofanetto di Skira

Comaschi, svegliatevi. Una sua scultura si vede anche nella scenografia del film di Michelangelo Antonioni L’eclisse del 1962. È il piccolo bronzo Forza del nascere del 1956 (bozzetto della grande scultura in conglomerato ferrico che venne esposta, assieme a Canto aperto, alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nel 1956). Stiamo parlando di Francesco Somaini, genio comasco che i collezionisti lariani tendono a dimenticare. L’occasione ci sarebbe. E c’è tempo fino al 31 dicembre.
Infatti la figlia Luisa, con il critico d’arte Enrico Crispolti come cocuratore, lavora alacremente ai quattro volumi del catalogo generale (in italiano e inglese) del maestro di Lomazzo, che usciranno da Skira (due dedicati a biografia e apparati e al catalogo ragionato delle sculture, più un secondo cofanetto, riservato ai disegni e ai dipinti e alle collaborazioni per l’architettura).

 Ma molti collezionisti lariani, pur a lungo sollecitati per aderire alla campagna di schedatura, nicchiano, rimandano, non si fanno trovare. Un peccato, perché farebbe gioco anche a loro, renderebbe le opere di Somaini più stabili e identificabili sul mercato, a futura memoria.

E così mentre Somaini attende ancora una rivalutazione complessiva con una grande mostra – ci si penserà quando usciranno i primi due volumi della quadrilogia del catalogo generale – va detto che il grande pubblico conosce da tempo le sue opere d’arte pubblica come il monumento “La porta d’Europa” a Montano Lucino o il “Monumento alla Tessitrice” sul lungolago di Menaggio. E l’artista è anche protagonista fino al 16 novembre tra i comaschi in scena nella mostra di Villa Olmo, Ritratti di città.
«La schedatura è gratuita – dice Luisa Somaini – Peccato che da quattro anni tempesti di lettere e mail molti collezionisti comaschi, piuttosto restii a partecipare». Sul “Giornale dell’arte” è appena uscita un’inserzione che fissa al 31 dicembre l’ultima data utile per rispondere all’appello.
«Como è città un po’ chiusa, i collezionisti avranno paura di scoprirsi – ipotizza Enrico Crispolti – Il problema è che, per Somaini, ogni scultura era a sé stante, magari con minime varianti di forma o di materiali. Un catalogo generale è un dovere, un punto fermo per una valorizzazione patrimoniale della sua opera e per tracciarne un profilo il più possibile competo. È nell’interesse di chi colleziona vedere la propria opera documentata in catalogo».

Nella foto:
Carnificazione di un’architettura. Colosso di New York II, scultura del 1976
7 ottobre 2014

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