Sono 10mila i comaschi in cassa integrazione

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In 12 mesi la Cig ordinaria è cresciuta del 776%, la straordinaria del 77%
(m.d.) Un settembre pessimo, “nero” per usare le parole della Uil che ieri ha denunciato l’allarmante crescita della cassa integrazione nelle aziende della provincia di Como. Un’impennata che, rispetto a un anno fa, si traduce in un aumento del 776,8% per quanto riguarda le ore di Cig ordinaria autorizzate e in un balzo del 77,5% per quelle relative alla cassa integrazione straordinaria.
La Uil di Como ha diffuso ieri i dati relativi alle ore di cassa integrazione richieste dalle imprese

lariane nello scorso settembre e ha calcolato il numero di dipendenti coinvolti. Secondo le stime del sindacato, sono nel complesso quasi 10mila, 9.880 per l’esattezza, i lavoratori comaschi attualmente in cassa integrazione, tra Cig ordinaria e straordinaria. Le ore totali di cassa integrazione sfiorano oggi quota 1,7 milioni, in crescita del 73,5% rispetto alle 970mila registrate nel settembre del 2013.
«Oltre al numero assoluto, quel che preoccupa è il tipo di cassa integrazione richiesta dalle aziende – sottolinea Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil lariana – Il numero di ore di cassa ordinaria in un anno è schizzato alle stelle (+776%), ma spesso questo strumento viene chiesto e utilizzato in parte, magari per tamponare difficoltà passeggere delle imprese. Ma cresce, ed è un segnale allarmante, il numero di ore di cassa straordinaria (+77,5%) che invece viene utilizzata spesso da aziende che chiudono o si ridimensionano in modo considerevole».
Nello scorso settembre le ore di Cig ordinaria autorizzate sono state 979mila contro le quasi 112mila del settembre 2013 (+776,8%), con un numero di lavoratori coinvolti salito da 657 a 5.761 (+5.104 unità). Le ore di cassa straordinaria sono invece state 700mila (+77,5%), con un numero di addetti coinvolti aumentato di 1.799 unità (da 2.320 a 4.119 lavoratori).
Nell’analisi della Uil manca all’appello il dato relativo alla cassa integrazione in deroga, ammortizzatore sociale destinato alle piccole imprese. «La concessione di questo strumento è condizionata dall’incertezza dei finanziamenti necessari che, ad oggi, non sono stati completamente ancora ripartiti a livello regionale – spiega Monteduro – Ciò ha determinato l’assenza del dato della cassa in deroga».
Sul fronte degli industriali interviene Graziano Brenna, vicepresidente di Unindustria Como.
«Il dato delle ore di cassa integrazione richieste deve sempre essere preso con cautela, perché occorre poi verificare quante effettivamente vengono utilizzate – afferma il rappresentate dell’associazione di via Raimondi – Con gli alti e bassi ai quali ci ha abituato il mercato, gli imprenditori ormai sono portati a chiedere la cassa integrazione a priori. In generale, comunque, il mercato è ancora in altalena ma le onde sono un po’ più estese. I picchi di ripresa sono più lunghi, c’è un po’ più di ottimismo, nel tessile ma anche nel legno e nel settore meccanico. Ciò si traduce anche nei numeri – conclude Brenna – Nel settore tessile, dallo scorso luglio, abbiamo avuto mesi buoni, con risultati positivi».

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