Sono 11mila i lavoratori comaschi in cassa integrazione

altMale in particolare l’edilizia, con un aumento del 308%
In crescita l’ordinaria (+0,7%) e la straordinaria (+9,6%). Cala quella in deroga per la scarsità dei fondi

(a.cam.) Undicimila lavoratori comaschi sono in cassa integrazione, con una crescita continua della richiesta di ore di cassa ordinaria e straordinaria. Diminuisce solo il provvedimento in deroga. Non però per un calo delle domande da parte delle imprese, ma piuttosto perché la mancanza di finanziamenti blocca le richieste.
I dati, che tracciano un’immagine ancora a tinte fosche, emergono dal rapporto semestrale sulla cassa integrazione redatto dalla Uil di Como. Il raffronto tra il primo

semestre del 2013 e lo stesso periodo del 2012 indica un calo del 2,7% delle ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate.
La notizia deve però essere analizzata. Il dato complessivo, infatti, è influenzato dal significativo calo della cassa in deroga, ferma a quota -29% nei primi sei mesi dell’anno. Le aziende, in realtà, hanno ancora bisogno del provvedimento, ma mancano le risorse per finanziarlo.
«Il calo di richiesta della cassa in deroga – scrive nel rapporto il segretario della Uil Salvatore Monteduro – è dovuto essenzialmente al blocco dei finanziamenti che ha condizionato gli iter autorizzativi da parte della Regione».
Nel dettaglio, a Como, nel primo semestre del 2013 la cassa in deroga è calata come detto del 29%. Sono cresciute invece dello 0,7% e del 9,6% le ore autorizzate rispettivamente di cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Proprio quest’ultimo è il dato più allarmante, perché in genere è dettato da un progetto di ridimensionamento o di chiusura dell’attività.
Secondo le stime della Uil, nel primo semestre del 2013 i dipendenti in cassa integrazione sono stati 10.822. Segno più sia per i lavoratori in cassa ordinaria, cresciuti di 34 unità, sia per quelli in cassa straordinaria, 355 in più rispetto allo stesso periodo del 2012. Drammatica, in particolare, la situazione dell’edilizia: a giugno 2013, rispetto al mese precedente, le aziende del settore hanno aumentato la richiesta di cassa integrazione del 308%.
«La crisi è ancora più che mai in atto – sottolinea Monteduro – Non si intravedono segnali di ripresa, per tale ragione vanno garantite le risorse necessarie per finanziare gli ammortizzatori in deroga e occorre una politica economica che si basi sulla crescita. Crescita che si potrà stimolare con politiche fiscali finalizzate ad alimentare il consumo interno e ridurre il cuneo fiscale».

Nella foto:
La protesta di un muratore, salito sulla gru. L’edilizia è tra i settori più colpiti dalla crisi

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