Sono almeno sette gli elaborati in gara per il 15 novembre

La corsa ai finanziamenti Campus universitario dove prima sorgeva l’ospedale psichiatrico. La settecentesca Villa Olmo, affacciata sul primo bacino del lago. E molto altro ancora. 

Il bando della Cariplo, in scadenza il prossimo 15 novembre, non è certo passato inosservato. Allo stato attuale, sono almeno 7 i progetti che concorreranno all’assegnazione dei fondi. E non è da escludere che altri si aggiungano all’ultimo istante utile. Oltre al campus del San Martino e alla ristrutturazione di Villa Olmo, saranno sicuramente

presentati i due progetti erbesi già illustrati dal sindaco Marcella Tili durante l’ultima riunione del “Tavolo per la competitività” al Grumello.
Si tratta della realizzazione di un nuovo padiglione a Lariofiere, da ricavare da un vecchio deposito adiacente al centro espositivo e destinato a diventare una sorta di incubatore per imprese artigiane innovative. E della ristrutturazione del comparto del Licinium, uno dei pochi teatri all’aperto della Lombardia e fiore all’occhiello del patrimonio artistico del Triangolo Lariano.
Dovrebbe essere ufficializzato poi il progetto di ristrutturazione della sede di via Brambilla della Ca’ d’Industria, storica casa di riposo del capoluogo. Un intervento che il presidente della Rsa, Paolo Frisoni, aveva sponsorizzato polemizzando duramente proprio con il “Tavolo”, reo a suo dire di privilegiare unicamente il campus. Da Tavernerio dovrebbe inoltre giungere alla Cariplo l’ipotesi di ristrutturazione e ampliamento del centro di neuropsichiatria infantile “Villa Santa Maria”, struttura di eccellenza dove confluiscono ragazzi fino a 18 anni con problemi di autismo da tutte le province lombarde. La richiesta del centro di Tavernerio si attesterebbe su 1,2 milioni di euro.
Una sede nuova da costruire a Lomazzo su un terreno di proprietà della Onlus, è invece l’idea dell’associazione “Il Sole”, attiva in contesto anche internazionale con adozioni a distanza e progetti di cooperazione in Paesi poveri. In questo caso, il capitale necessario si aggirerebbe attorno a 1,7 milioni, anche se i dirigenti del “Sole” avrebbero già a disposizione la parte di cofinanziamento obbligatoria (il 20% del totale).

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