Ultimi due giorni di zona gialla. Da mercoledì sera stop allo shopping, richiudono bar e ristoranti

Como Zona gialla

Ultimi due giorni in zona gialla. Da ieri e fino al 6 gennaio prossimo sono vietati gli spostamenti al di fuori della regione. Dalla vigilia di Natale scatteranno le nuove restrizioni previste dall’ultimo decreto legge varato proprio per frenare il contagio nel periodo delle festività.
Solo fino a domani è possibile spostarsi liberamente anche fuori dal proprio comune. Ieri il traffico nel capoluogo era piuttosto sostenuto. Non è più possibile però uscire dalla regione se non per comprovati motivi di lavoro, salute o urgenze che devono sempre essere certificati. Il divieto di recarsi nella seconda casa è stato chiarito, riguarda solo le seconde case oltre i confini regionali.
Ultime 48 ore per bar e ristoranti aperti, ma sempre fino alle 18, mentre i negozi possono lavorare fino alle 21. Aperti parrucchieri e centri estetici. Dalle 22 alle 5 resta sempre in vigore il coprifuoco.
In questi due giorni, negozianti e ristoratori sperano in un buon afflusso di persone prima delle nuove, pesanti restrizioni che scatteranno dal 24 dicembre.
Dalla vigilia di Natale all’Epifania tutta l’Italia tornerà zona rossa nei festivi e prefestivi, mentre sarà arancione nei restanti giorni. Le regole della zona rossa prevedono il divieto di qualsiasi spostamento se non per motivi di salute, lavoro e necessità, da motivare con autocertificazione. Restano chiusi negozi, centri estetici, bar e ristoranti, che potranno lavorare solo per l’asporto e le consegne a domicilio. Aperti invece supermercati, farmacie, edicole, parrucchieri e barbieri, lavanderie.
Il decreto legge prevede però, anche nei giorni rossi, la possibilità di ricevere a casa due persone più eventuali bambini fino a 14 anni. È possibile spostarsi una sola volta al giorno e verso un’unica abitazione privata. Come già detto, è sempre possibile raggiungere la seconda casa se è all’interno della regione.
Nei giorni arancioni, il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio sarà possibile muoversi liberamente nel proprio comune e saranno aperti tutti i negozi e anche i centri estetici. I residenti nei comuni fino a 5mila abitanti potranno uscire dal paese e spostarsi per un massimo di 30 chilometri, ma non nei comuni capoluogo. Restano chiusi bar e ristoranti, ad eccezione di asporto e consegna a domicilio.
Riguardo i piccoli comuni, oltre cento solo in provincia di Como, si è espresso ieri Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina e presidente di Anci Lombardia.
«Il limite dei confini comunali creava disparità di trattamento evidenti nei paesi – spiega Guerra al Corriere di Como – Si è scelto di mettere un’asticella. Certo, ci sono diversi comuni che hanno appena qualche abitante in più di cinquemila, come Tremezzina, che amministro, ma credo che un risultato sia stato comunque ottenuto».
Mauro Guerra rivolge un appello per le feste. «Non si deve abusare di questa possibilità di movimento, altrimenti le misure potranno diventare ancora più severe. Credo che il senso di responsabilità delle persone sia la migliore arma per contenere il virus», aggiunge il sindaco di Tremezzina.
Dal punto di vista dei controlli, i Comuni potranno fare ben poco, difficile pensare a verifiche casa per casa.
«Da un lato non ci sono forze, energie sufficienti. Dall’altra non credo sia neppure augurabile la necessità di verificare casa per casa il rispetto delle norme. I cittadini sanno come comportarsi.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.