«Sono guarito dal Coronavirus». La battaglia di Nino Balducci: il racconto e la commozione

Nino Balducci

Una testimonianza toccante. Nino Balducci, opinionista di Espansione Tv, ieri mattina si è collegato in diretta con la trasmissione Etg+ Antivirus – programma che va in onda quotidianamente alle ore 10 – per parlare sì del Calcio Como, ma anche della sua esperienza personale legata all’emergenza che tutti stiamo vivendo.
Proprio Balducci, infatti, come ha rivelato in diretta, è stato nel Comasco il paziente numero 1 colpito dal Coronavirus. L’opinionista ne è uscito, ma la sua famiglia è stata comunque tragicamente toccata, con la scomparsa di suo genero.
«Voglio sicuramente portare un messaggio di speranza – ha detto Nino Balducci, 84 anni – Anche se chiaramente stiamo tutti vivendo una situazione di disagio, paura e preoccupazione».
«Detengo il primato, che certo non mi fa piacere, di essere stato il primo colpito da Coronavirus a Lipomo e nel Comasco – ha aggiunto – Sono stato ricoverato a Erba il 25 febbraio, poi dopo l’arrivo del tampone positivo sono stato portato a Lecco di notte con la Croce Rossa – All’ospedale Manzoni ho passato i primi quattro giorni in maniera drammatica. Ero veramente preoccupato e impaurito».
«Poi la febbre è calata e mi sono sentito molto curato nel reparto di Infettivologia. Ero chiuso come in carcere. Vedevo un medico al giorno, un paio di infermieri. Poi ho ripreso coraggio, mi sono fatto forza, ho ripreso a mangiare. Ne sono uscito e il 12 marzo sono tornato a casa».
Poi il risvolto tragico che lo ha coinvolto da vicino e che Balducci ha raccontato in diretta visibilmente commosso. «Pensavo di aver toccato il cielo con un dito, con le mie figlie che mi curavano. Due giorni dopo purtroppo è stato ricoverato proprio per il Coronavirus mio genero che poi è scomparso. Per me è stato un pugno nello stomaco».
Tra i messaggi che sono giunti all’opinionista, poche ore dopo la sua uscita dell’ospedale, quello del direttore sportivo del Como Carlalberto Ludi. Ma non soltanto, l’affetto è stato condiviso: «Un grazie ai tifosi che mi hanno sostenuto che mi hanno sempre confortato. A tutti posso dire che non bisogna allentare la presa; la situazione non va presa alla leggera. Teniamoci preoccupazione e paura, se sono fattori che servono a farci rimanere a casa e a mantenere le distanze».
La sua esperienza con il Coronavirus, ma non soltanto. Nino Balducci a Etg+ Antivirus, intervistato da Michela Vitale, ha anche fatto il punto sulla situazione del campionato di Lega Pro, e sul girone del Como, che al momento dello stop vedeva il Monza nettamente in testa e i lariani di poco fuori dalla zona playoff.
«Ci eravamo lasciati con un brutto ricordo, visto che l’ultima partita è stata la sconfitta interna con l’Olbia di Oscar Brevi – ha aggiunto opinionista di Etv – La situazione ora non è facile da interpretare: i campionati sono fermi e nessuno sa cosa fare, se riprendere o annullare tutto. Il caos è totale».
In questa fase l’opinionista ha apprezzato le scelte del Como 1907, sotto ogni punto di vista: «Non è facile pensare a cosa fare davvero e come ci si deve comportare – spiegato – Mi piace pensare alla società Calcio Como che ha colto l’occasione per consolidarsi e mostrare ai tifosi le sue intenzioni».
«Quello che succederà, se ci sarà un finale di questa stagione, è difficile da pronosticare. Aspettiamo quello che potrà accadere; credo però che la società abbia fatto tanto e si sia presentata ai tifosi in una maniera importante e chiara. Ha dato la certezza di essere seria e ho anche apprezzato i riferimenti storici che ha fatto in una intervista l’amministratore Michael Gandler. Parlando dell’Atalanta ha infatti spiegato che la società bergamasca, che ora è in auge, si è ispirata a Mino Favini e al progetto che aveva portato avanti con il settore giovanile negli anni Ottanta».
«Non sarà facile tornare a quei fasti – ha affermato ancora Balducci – ci vorranno tanti anni, ma è importante il fatto che Gandler sia andato a prendere come esempio quello che è stato un grande Como, in campo e fuori».
Per quanto riguarda gli scenari futuri della Lega Pro il giornalista ha detto: «Ogni situazione è plausibile, ogni strada percorribile. Quando un campionato si ferma in una maniera così drammatica, non è poi facile da riprendere. La mancanza di continuità altera le cose».
«Poi abbiamo sentito anche polemiche – ha concluso – una società come il Monza che teme di non essere promossa, che fa la voce grossa e le proverà tutte pur di andare in B, anche con qualche ricorso. Anche da un punto di vista economico non è facile capire quello che potrà accadere: sentiamo che tutto cambia di ora in ora, di giorno in giorno su ogni fronte. È difficile interpretare le mosse che verranno fatte in generale dalla Federcalcio, e, nel nostro caso specifico, dalla Lega Pro».

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