Sopralluogo al Palazzetto di Muggiò: lunedì la politica, poi tocca alla stampa

Il palazzetto dello sport di Muggiò (Como) in stato di abbandono.

Dopo la piscina ora tocca al palazzetto di Muggiò. Lunedì prossimo, 31 maggio, l’assessore allo Sport di Como Marco Galli aprirà le porte dell’impianto di via Sportivi Comaschi e accompagnerà i componenti dell’intera Commissione Consiliare II all’interno della struttura per verificarne le condizioni.

Prima la politica poi la stampa. Nei mesi scorsi, alla richiesta di poter effettuare un sopralluogo con telecamera, fotografo e giornalisti per verificare assieme all’assessore competente lo stato in cui versa non soltanto l’esterno ma anche l’interno del palazzetto, dal Comune era arrivato un secco “non ne vale la pena”; ora si assiste a un cambio di rotta.
Ingresso consentito anche ai giornalisti con il sopralluogo fissato per la giornata di giovedì 3 giugno. «Dopo la richiesta dei commissari, a margine dell’ispezione all’interno della piscina di Muggiò, di poter entrare anche nel vicino palazzetto, mi sono da subito attivato – ha spiegato il presidente della Commissione Consiliare II e consigliere di Forza Italia, Luca Biondi – Questa possibilità è stata data anche alla stampa locale».

Poi aggiunge: «Il sopralluogo sarà utile per verificare lo stato di fatto della struttura ma dall’altra dobbiamo pensare che il palasport sarà completamente demolito per costruire un nuovo impianto».
Intanto l’impianto per moltissimi comaschi è diventato un simbolo dell’incuria e dell’immobilismo della città. Il palazzetto inaugurato nel 1972 dal sindaco Antonio Spallino, è chiuso dal 2013 e a oggi la sua riapertura sembra un miraggio. Nella sua storia ha ospitato, oltre agli allenamenti delle varie società cittadine, anche eventi importanti come le partite della Comense di basket e anche il Trofeo Fioretto d’Argento di scherma, con il successo di una giovane Valentina Vezzali, attuale sottosegretario allo sport del governo Draghi.

I residenti della zona da tempo chiedono alle istituzioni locali più rispetto e cura della zona e per questo nei mesi scorsi hanno avviato una raccolta firme: l’ennesimo tentativo di sollecitare un intervento.

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