Sorelline violentate per anni in casa. Arrestato il presunto orco: è un 51enne

Tribunale di Como, Palazzo di Giustizia

Una storia agghiacciante, con abusi che sarebbero iniziati anni fa, tra il 2009 e il 2011, quando le due giovanissime vittime avevano appena 11 e 5 anni.
Violenze sessuali proseguite anche più di recente, con l’ultimo episodio denunciato che risalirebbe al 2017, quando le ragazze avevano ormai 22 e 15 anni.
La Procura di Como, al termine di una indagine condotta dalla squadra Mobile della Questura, ha eseguito nel pomeriggio di mercoledì una ordinanza di custodia cautelare ai danni di un 51enne di origine tunisina, regolare, accusato di violenza sessuale continuata ai danni di due sorelline italiane residenti nella zona dell’Olgiatese.
L’uomo, in base a quanto è stato possibile appurare, non era un familiare diretto ma ruotava attorno ai parenti delle ragazze.
A fare scattare le indagini era stato il padre delle vittime, che si era presentato negli uffici di viale Roosevelt per raccontare le confidenze delle figlie relative a fatti avvenuti in passato. Racconti emersi quasi per caso, quando una delle due sorelle – che pensava di essere l’unica vittima – venne a sapere che anche la più piccola aveva subìto in passato le stesse violenze. Gli investigatori hanno quindi proceduto – in accordo con il pm Massimo Astori – a raccogliere ulteriori elementi e testimonianze, ma soprattutto a sentire le due vittime, una ancora minorenne, che, con il supporto psicologico, hanno potuto raccontare quanto accaduto liberandosi di un peso che portavano dentro da anni.
Gli abusi, come detto, sarebbero iniziati quando le piccole avevano 5 e 11 anni: palpeggiamenti e anche rapporti sessuali completi avvenuti tra l’estate del 2009 e il gennaio del 2011, e continuati – solo per una delle sorelle – anche nella primavera del 2017. Violenze che avvenivano quando i genitori erano lontani da casa. L’orco avrebbe minacciato di non raccontare di quanto avveniva, intimando che le violenze in caso contrario avrebbero coinvolto anche la madre e le altre sorelle. Un silenzio che era riuscito a imporre per anni fino all’estate del 2019, quando la verità è venuta a galla dando il via alle indagini che hanno portato all’ordinanza eseguita nelle scorse ore.

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