Sorico, Sandrini morto per la ferita alla gamba. La lesione potrebbe essere stata provocata da un’arma da taglio

Como Tribunale Palazzo di giustizia

Tutto sarebbe partito dalla ferita a una gamba.
Un sanguinamento copioso che la vittima non sarebbe riuscita a tamponare. Perdita ematica che avrebbe poi portato a uno shock da cui sarebbe scaturita la morte.
Sarebbe questo l’esito dell’autopsia sul corpo di Arno Sandrini, 50enne trovato senza vita nella sua abitazione di Sorico venerdì scorso. L’uomo aveva una profonda ferita a una gamba, non provocata da un’arma da fuoco ma molto più probabilmente da un’arma da taglio. Ora rimane da capire come l’uomo – che, prima di morire, sarebbe anche riuscito a rimettersi i pantaloni che non erano lesionati – possa essersi procurato quella ferita. Se in modo accidentale in casa (ieri è stato effettuato un nuovo sopralluogo alla presenza del genetista Carlo Previderè), oppure se una seconda persona possa aver colpito la vittima.
Gli accertamenti dei carabinieri – disposti dal pubblico ministero Antonio Nalesso, titolare dell’inchiesta – proseguono e riguardano anche altri aspetti, in particolare i numerosi lividi che l’uomo aveva in diverse parti del corpo.
Arno Sandrini era il fratello di Alfredo, ucciso a colpi di carabina nel 2014 sulla pista ciclabile di Gera Lario. Un delitto scaturito da un debito di droga tra la vittima e Franco Cerfoglio, pescatore di Domaso, condannato in via definitiva a 18 anni per l’omicidio.
Il corpo senza vita del 50enne è stato trovato dai familiari che dovevano accompagnarlo a ritirare la pensione e, non vedendolo arrivare, sono andati in casa sua per capire cosa fosse accaduto, trovandolo sul suo letto, ormai morto. Tutta la drammatica scena – secondo quanto è stato possibile ricostruire – sarebbe avvenuta in camera da letto.

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