Sorpresa, le scuole cattoliche sdoganano Halloween

I simboli dell’antica ricorrenza pagana prendono piede anche nelle aule degli istituti confessionali
La filastrocca da studiare a memoria, il classico lavoretto a tema, una zucca esposta in classe e una disegnata sul quaderno, con tanto di spiegazione del significato della festa.
Se fino a qualche anno fa il binomio tra Halloween e gli ambienti legati alla chiesa evocava esclusivamente scontri e polemiche, oggi la ricorrenza pagana è stata ampiamente sdoganata nella quasi totalità delle scuole cattoliche e anche in alcuni oratori.
Del resto, i bambini sono circondati dai richiami alla

festa di Halloween e nella notte delle streghe è diventato un rituale ampiamente diffuso il classico giro tra parenti e vicini per proporre il ritornello “Dolcetto o scherzetto?”.
E così, ecco che anche sui banchi di scuola, soprattutto per gli alunni delle prime classi della primaria, diventa quasi d’obbligo un richiamo all’antica ricorrenza pagana. Un’abitudine che ha preso ampiamente piede anche negli istituti paritari di matrice cattolica. Capita così che all’Istituto don Carlo San Martino di Lucino i più piccoli siano stati coinvolti in una festa a tema. Ciascuno ha ricevuto un sacchetto colorato pieno di dolci oltre a matita e gomma decorate con le zucche. E ad Halloween sono state ispirate anche due pagine di esercizi di italiano, giusto per unire l’utile al dilettevole.
Halloween sdoganato anche al Cardinal Ferrari di Cantù. Nel fine settimana, i bambini di terza dovranno studiare la filastrocca “It’s Halloween”, mentre anche sul libro di testo non manca la pagina con il riferimento alla notte delle streghe. Spazio alle zucche, meglio, alle “pumpkins”, anche nelle lezioni di inglese all’Istituto Santa Marta, sempre nella città brianzola. Alla vicina scuola dell’infanzia Caimi, le maestre hanno invece pensato sia al sacro sia al profano: una visita al cimitero, per spiegare il significato della festa dei defunti, e poi allegria e divertimento con fantasmi, pipistrelli e streghe da colorare e punteggiare.
E Halloween da tempo non è più un tabù neppure per gli alunni del Collegio Gallio di Como. Lavoretti, disegni e letture a tema trovano spazio nelle aule e sui quaderni soprattutto della scuola dell’infanzia e nelle prime classi della primaria.
«L’elemento più importante è riscoprire l’origine di questa festa pagana – spiega il nuovo rettore del collegio, padre Giovanni Benaglia – Una festa che risale ai celti e alla festa di Samhail, una sorta di ricongiungimento con le persone care defunte, che restavano legate alla terra grazie all’affetto, al ricordo e all’amore dei vivi. Certo, per il cristiano la vita oltre la morte è ben altro, ma sicuramente è importante sottolineare il concetto dei morti che arrivano non per spaventarci ma per sottolineare che, dopo la morte, c’è sempre la rinascita».
«L’importante è evitare che i festeggiamenti degenerino, come purtroppo spesso accade – conclude padre Giovanni Benaglia – e che a prevalere sia solo l’aspetto commerciale anziché il significato delle celebrazioni. Non dobbiamo far diventare Halloween un carnevale horror. Ma ben venga una dimensione di festa».

Anna Campaniello

Nella foto:
Zucche di ogni foggia ma anche scheletri e simboli del genere horror pullulano in questi giorni nei negozi lariani (foto Fkd)

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