Sorpresi dal buio sulla Presolana a 2.500 metri: salvi

Disavventura – Protagonisti dell’episodio due comaschi di 22 e 23 anni
Sorpresi dal buio a oltre 2.500 metri di altitudine, due alpinisti comaschi di 22 e 23 anni sono rimasti bloccati sulla Presolana, in alta Val Seriana, sui monti di Bergamo. I ragazzi sono riusciti a dare l’allarme e il rapido intervento degli uomini del Soccorso Alpino ha evitato il peggio. Recuperati nella notte, entrambi i giovani stanno bene.
Domenica mattina, i due giovani sono partiti da Como, hanno raggiunto in auto il Passo della Presolana e sono incamminati per raggiungere

la vetta centrale della montagna. I ragazzi erano convinti di poter completare la scalata e tornare alla base entro metà pomeriggio. In realtà, l’ascesa alla vetta è durata molto più a lungo rispetto a quanto gli alpinisti avessero previsto.
I ragazzi erano ancora in cima, a circa 2.500 metri, quando sono stati sorpresi dal buio. Gli alpinisti hanno capito subito che sarebbe stato troppo pericoloso intraprendere in quelle circostanze la via del ritorno.
Non essendo attrezzati per passare la notte all’aperto, attorno alle 18.30 si sono messi in contatto con il Soccorso Alpino chiedendo se nelle vicinanze ci fosse un rifugio o un bivacco nel quale avrebbero potuto restare aspettando che facesse giorno.
Non potendo indicare ai ragazzi un posto sicuro, gli uomini del Soccorso Alpino di Clusone hanno ritenuto opportuno far partire le ricerche dei giovani alpinisti comaschi. Una squadra composta da quattro volontari si è attivata immediatamente. Attorno alle 20, i soccorritori hanno individuato l’auto dei ragazzi e si sono messi sulle loro tracce nonostante il pericolo, dovuto anche alla presenza di neve. Attorno alle 22, i volontari hanno raggiunto la cima della montagna e hanno individuato i giovani, infreddoliti e spaventati ma in buone condizioni, al punto da poter seguire i soccorritori sulla via del ritorno. Attorno alle 3, i volontari e gli alpinisti hanno raggiunto la base del Soccorso Alpino di Clusone e subito dopo i ragazzi sono potuti tornare a casa.

Anna Campaniello

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