Sosio-Fumagalli, ecco le lettere con le accuse incrociate

Carteggio infuocato
Scambio di bordate sul caso chioschi. E intanto la procura manda la Finanza
Persino negli scontri tra politici di schieramenti diversi, raramente è emerso un simile astio reciproco.
Ora, però, ci hanno pensato l’assessore comunale al Commercio, Etta Sosio, e il dirigente del settore, Marco Fumagalli, a infrangere in pochi giorni ogni regola della diplomazia. E, con un carteggio intriso di accuse e veleni, i due hanno formalizzato la tensione che li divide su tutto.
Tutto nasce da due elementi di base: la bufera sui chioschi comunali che da mesi tiene banco

a Palazzo Cernezzi, e la seduta di consiglio comunale del 24 ottobre scorso.
Il giorno in cui Etta Sosio, grazie a un voto in perfetta parità tra favorevoli e contrari, evitò di essere sfiduciata dall’aula. Prima ancora del voto, però, fu proprio l’assessore al Commercio ad esprimere una lunga serie di critiche al dirigente Marco Fumagalli, lamentandosi di non avere «purtroppo potere di censura nei confronti del dirigente».
Ma non solo, poiché in aula la Sosio, riferendosi al dirigente, evidenziò anche «carenze» e «punti di vista che non condividevo nella gestione di alcuni atti», oltre «un carattere particolare» del dirigente. Fumagalli, nella missiva indirizzata tra gli altri al direttore generale, al sindaco, al presidente del consiglio comunale e alla stessa Sosio, ha preso la scure.
«Considero le frasi pronunciate lesive della professionalità e dell’immagine mia e degli uffici, poiché sono accuse generiche, oltre al fatto di sconfinare in un aspetto attinente la sfera privata che nulla ha a che vedere con le dinamiche disciplinate dal contratto e dalle leggi sul pubblico impiego relativamente all’attività amministrativa». E ancora, Fumagalli bolla le parole della Sosio come «tutte protese a screditare l’operato del sottoscritto».
Il dirigente di Palazzo Cernezzi, inoltre – su una lunga serie di temi – afferma che «mai vi è stata manifesta dissonanza dell’assessore che non sia stata poi oggetto di modifica degli atti da parte degli uffici anche laddove le modifiche apportate non fossero condivise pienamente sotto il profilo dell’opportunità».
La replica della Sosio? Pesantissima.
Sempre rivolgendosi a sindaco, presidente del consiglio comunale e direttore generale, l’assessore al Commercio afferma di «deplorare in modo risentito l’iniziativa del dottor Fumagalli di esternare con una lettera pesanti critiche su opinioni, affermazioni e giudizi da me espressi nell’ambito del dibattito consiliare, ritenuti, a torto, lesivi della professionalità e dell’immagine sua e degli uffici del settore».
Sul caso chioschi nello specifico, infine, l’assessore si astiene «dal commentare alcune infondate affermazioni del dottor Fumagalli, come il presunto dissenso dalla procedura di rinnovo sulle concessioni agli esercenti dei chioschi cittadini, in contrasto con gli indirizzi adottati dalla giunta, concernenti lo svolgimento del mio ruolo di assessore, del quale devo rendere conto soltanto al sindaco, alla giunta e al consiglio.
Fiamme Gialle in Comune
Ieri mattina, intanto, la Guardia di Finanza è comparsa ancora una volta a Palazzo Cernezzi, su mandato della Procura cittadina.
Questa volta, l’interesse del pubblico ministero Mariano Fadda – lo stesso che sta indagando sui criteri di assegnazione e degli affitti relativi ai box e alle case comunali – si è concentrato proprio sui chioschi e sulle procedure di assegnazione delle concessioni. Carte e documenti che sono stati ritirati dalle Fiamme Gialle e che in queste ore verranno analizzati.

Emanuele Caso

Nella foto:
Il caso chioschi ha notevolmente agitato le acque della politica nei mesi scorsi. E ora divide anche assessore e dirigente

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