Sosta selvaggia in via Gramsci, calvario infinito. All’esterno della Parini auto dei genitori posteggiate ovunque

auto in sosta in via Gramsci in attesa uscita ragazzi da scuola

Una giungla di automobili, posteggiate ovunque. Sui passaggi pedonali, sul marciapiede, nel mezzo di un incrocio o in strada.
Le scuse sono sempre le stesse: «Resto qui solo cinque minuti, il tempo di caricare mio figlio».
O ancora: «Ero in ritardo e non sapevo dove posteggiare».
Un copione sempre uguale, che serve banalmente a giustificare pigrizia o scarso senso civico.
Como, via Antonio Gramsci: all’esterno della scuola media “Giuseppe Parini”, ogni giorno all’ora di pranzo, si assiste immancabilmente a uno spettacolo indecoroso.
La strada è stretta. I genitori degli studenti che frequentano l’istituto si ammassano all’uscita con auto di ogni taglia in divieto di sosta.
Bastano pochi minuti ed è il caos: le code arrivano fino in via Italia Libera. Il problema era già stato sollevato lo scorso mese di ottobre, ma non è cambiato nulla.
«Sono solo pochi minuti» replicano, facendo spallucce, i genitori in divieto di sosta. Ignorando, forse, che a pochi metri di distanza c’è una sede della Croce Rossa dalla quale partono le ambulanze.
E se la strada è bloccata e incolonnata, i mezzi di soccorso devono necessariamente cambiare il proprio itinerario. Solamente gli addetti ai lavori conoscono l’importanza del tempismo in un’emergenza. I “pochi minuti”, ma anche i pochi secondi, possono salvare una vita.
«Questi genitori, che troppo facilmente lasciano l’auto in divieto, dovrebbero farsi una semplice domanda: e se succedesse a me? Se avessi io bisogno di aiuto in pochi minuti? Sarebbe sufficiente questo atteggiamento per dare il buon esempio – commenta Elena Negretti, assessore alla Polizia locale e alla Sicurezza del Comune di Como – Noi possiamo chiedere alla polizia locale di prestare attenzione alla zona. Ma per ogni turno abbiamo due pattuglie: se una sta rilevando un incidente, e un’altra sta presidiando un incrocio stradale per l’uscita di bambini da una scuola, le risorse sono finite».
«Non abbiamo certo un esercito di agenti – conclude l’assessore di Palazzo Cernezzi – quindi, ancora una volta, mi appello alla responsabilità e al senso civico dei cittadini».

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