Sotto sequestro l’Hotel Volta di Canzo. Arrestato il gestore: «Sfruttava i lavoratori»

L'intervento nell'Hotel di Canzo

Su Internet, nella presentazione dell’albergo con tre stelle (20 camere e una disponibilità per poco meno di 50 clienti) l’Hotel Ristorante Volta era definito «una piccola struttura romantica» a Canzo. Un hotel che era «come una seconda casa».
A leggere i commenti di chi vi soggiornava – la meta rientrava anche nei box regalo per le vacanze tanto in voga di questi tempi – i dubbi iniziavano a sorgere. «Vergognoso», «sporco», «sconsigliato» erano alcuni commenti recenti e, ovviamente, abbiamo censurato quelli più coloriti (o inferociti). A togliere ogni dubbio hanno pensato i militari dell’Arma, in una operazione che ha visto lavorare congiuntamente l’Ispettorato del Lavoro di Como, il Nil dei carabinieri, i Nas e gli uomini della stazione dell’Arma di Asso. L’albergo è stato posto sotto sequestro e il gestore, un 41enne (i proprietari delle mura sono estranei alla vicenda) è stato arrestato e condotto al Bassone. Le accuse parlano di “caporalato” (intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro) aggravato, almeno in una occasione, dall’uso di violenza e minacce.
L’operazione è stata illustrata ieri mattina nel corso di una apposita conferenza stampa. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, la struttura (storica) aveva cambiato gestione del novembre del 2018. Da marzo di quest’anno in avanti, attorno all’albergo avrebbero lavorato 9 persone, nessuna di queste in regola e due addirittura clandestine, quindi impossibilitate ad essere messe in regola. Al gestore viene contestato il pagamento in alcuni casi di 0,50 euro per ora lavorata, ed in altri di aver “saldato” il debito con i “dipendenti” solo con vitto e alloggio. Motivo per cui il personale dell’hotel (una camera matrimoniale costava 30 euro al giorno) veniva cercato soprattutto tra persone in grande difficoltà, indigenti, disposte ad accettare qualsiasi cosa pur di lavorare. Nell’albergo non c’era il gas, cosa non da poco conto sia perché la camere erano al freddo (siamo a Canzo, non nei Caraibi) sia perché veniva offerto anche un servizio ristorante, usando tuttavia fornelletti da campeggio e bombole a gas.
Inutile addentrarsi in altre prescrizioni della legge, ovviamente non rispettate. Basti dire che l’unico estintore presente nella struttura era del dicembre 1999, venti anni fa.
L’hotel era già stato visitato dall’Ispettorato del Lavoro e l’attività era stata sospesa dallo scorso settembre. Il gestore non aveva fatto altro che chiudere la porta d’ingresso, aprire quella sul retro che dava sulla sala e sul bar, continuando a svolgere la propria attività. Almeno fino a quando una dipendente si è presentata dai carabinieri di Asso raccontando di aver subito una aggressione e denunciando il gestore.
Incipit di una storia surreale conclusa con il sequestro della struttura ricettiva e l’arresto del 41enne che nelle prossime ore verrà sentito dal giudice delle indagini preliminari di Como.


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