Sottrae un milione e mezzo, condannato. Ora dovrà restituire i soldi alla società per cui aveva lavorato

Tribunale Como

Aveva lavorato per anni come ragioniere della Keramo spa, importante azienda di Tavernerio che opera nel settore ceramico e produce componenti per gioielli marchiati con loghi di fama mondiale. Era stato assunto nel 1983, e aveva “diretto” i conti della società fino al 2016, anno del suo licenziamento.
Nelle scorse ore, è stato condannato a un anno e mezzo per appropriazione indebita, in quanto ritenuto responsabile della sparizione dai conti correnti dell’azienda di un milione e 467mila euro.
Nei guai è finito un 65enne di Pognana Lario, per cui il giudice ha condizionato la sospensione della pena alla restituzione – entro due anni dal passaggio in giudicato della sentenza – di quanto aveva sottratto alla Keramo, quindi 1.467.683 euro, azienda che in aula è stata rappresentata dall’avvocato Pier Paolo Livio. L’indagine era stata condotta dal pubblico ministero Pasquale Addesso.
Il ragioniere, nell’interrogatorio che aveva tenuto di fronte al magistrato in fase di indagine, aveva sostanzialmente riconosciuto quanto gli veniva contestato, mentre davanti al giudice ha poi cambiato versione, sostenendo in una memoria difensiva che le distrazioni di capitale sarebbero state in realtà ordinate dall’ex padrone nel frattempo deceduto. Motivo per cui, alla lettura della sentenza, il giudice ha anche rimandato gli atti in Procura per una ipotesi di reato di calunnia.
Secondo quanto ricostruito dalla pubblica accusa, i molteplici episodi di sottrazione di capitale, fatti dai conti della Spa cui ovviamente il ragioniere aveva accesso, sarebbero stati commessi in un arco di tempo compreso tra il 2009 e il 18 maggio 2016.
Come detto, una volta scoperto il ragioniere era stato licenziato e allontanato dall’azienda di Tavernerio. E nelle scorse ore è arrivata anche la condanna subordinata – nella sospensione – alla restituzione di quanto sottratto in modo indebito.

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