Spaccio di droga: blitz nel parcheggio dell’Ippocastano

© | . . La zona del parcheggio Ippocastano in città

Operazione della polizia contro lo spaccio di droga a Como, nel parcheggio dell’Ippocastano.
A pochi giorni di distanza dalle lamentele dei residenti della zona per il traffico di sostanze stupefacenti, gli agenti della Questura di Como sono intervenuti per un controllo mirato. Due ragazzi di 32 e 23 anni, un siriano e un tunisino, sono stati denunciati per detenzione e spaccio.
Nei giorni scorsi, i residenti nella zona dell’Ippocastano, in via Aldo Moro, avevano denunciato l’attività di spaccio, lamentandosi anche sulla pagina Facebook del sindaco di Como, Mario Lucini. Lunedì pomeriggio, nel parcheggio è intervenuta una pattuglia del reparto prevenzione crimine Lombardia in servizio nel capoluogo, che ha effettuato un controllo nell’area. La zona è da tempo al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine perché ritrovo di spacciatori e consumatori di droga.
Gli agenti hanno notato un gruppo di una decina di persone radunate attorno a due ragazzini, apparentemente impegnati in una sorta di trattativa. Alla vista della pattuglia, uno dei giovani ha dato l’allarme e tutti i presenti si sono allontanati velocemente.
Gli agenti però non hanno perso di vista i presunti spacciatori e, dopo un inseguimento, hanno fermato il siriano di 32 anni e il tunisino di 23. La successiva perquisizione ha permesso agli agenti di trovare il siriano in possesso di un sacchetto di cellophane con mezzo grammo di cocaina e 170 euro in contanti. I due sono quindi stati denunciati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
I residenti, esasperati, avevano denunciato la situazione ripetendo che l’attività di spaccio proseguiva ormai da alcuni mesi. «Non ne possiamo più – avevano scritto – Siamo esausti. Dobbiamo occupare la piazza, gridare, manifestare?».
Decine gli sfoghi postati anche sui social network. L’allarme era stato confermato anche dal commissario capo Marco Baffa, responsabile del reparto operativo della polizia locale. «Anche noi, soprattutto di recente, siamo a conoscenza del fenomeno in area Ippocastano – ha spiegato – Abbiamo anche verificato come su profili Facebook di residenti venga segnalata la problematica».

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