Spaccio, minacce e sesso: due arresti a Porlezza e Dongo

L'operazione è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Menaggio

Il giro di spaccio di sostanze stupefacenti (soprattutto cocaina, qualche volta anche marijuana) che andava in scena tra il Porlezzese e l’Altolago era notevole. Centinaia di cessioni, decine e decine di clienti, un volume d’affari che viene definito «ampio» dal giudice firmatario dell’ordinanza.
Questa mattina, i carabinieri della compagnia di Menaggio hanno eseguito due misure di custodia cautelare, una in carcere e una ai domiciliari, a carico di un 52enne domiciliato a Porlezza – dove avrebbe svolto gran parte della sua attività di spaccio – e di un 53enne di Dongo, quest’ultimo ai domiciliari. Le indagini del Nucleo Operativo di Menaggio, coordinate dal pubblico ministero Maria Vittoria Isella, hanno abbracciato un lasso di tempo compreso tra il 2016 e il 2020. L’operazione denominata “Naggio” era stata avviata dopo una segnalazione giunta nel dicembre del 2019. Il 52enne di Porlezza era già stato arrestato il 28 febbraio del 2020, proprio nell’ambito di questa operazione mentre rientrava a casa dopo aver acquistato 72 grammi di cocaina da rivendere.
Anche questo elemento è confluito nella richiesta al gip per ottenere – come è poi successo – l’ordinanza di custodia cautelare eseguita all’alba di ieri mattina. Nell’ambito di questa indagine, sono altre quattro le persone iscritte sul registro degli indagati della Procura cittadina. Per uno di questi soggetti, un 61enne di Porlezza, il gip ha anche disposto l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.
Tra le accuse portate avanti nei confronti del 52enne, spicca anche quella di estorsione ai danni di una ragazza che non riusciva a saldare un debito di droga da 500 euro. E nelle carte dell’inchiesta sono finite anche delle cessioni di cocaina che l’indagato non si faceva pagare in contanti, ma con prestazioni sessuali che avvenivano nella propria abitazione di Porlezza.
Solo dopo aver soddisfatto sessualmente lo spacciatore, la vittima acquirente poteva avere la cocaina richiesta.

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