Spaccio nell’Erbese: sette ordinanze. Indagini partite da Merone nel 2018. Ieri il blitz

Tribunale di Como

L’indagine era partita il primo di agosto del 2018.
La Polizia Stradale di Lecco aveva controllato un’auto sulla strada che da Nibionno porta a Merone.
A bordo c’erano due ragazzi appena 20enni, il primo di origine ucraina e residente a Erba, il secondo proprio di Merone.
In loro possesso furono trovati tre chili di hashish, che poi diventarono cinque dopo le perquisizioni domiciliari. Fin da quel giorno si capì che i due non potevano fare da soli, e che sopra di loro doveva esserci ben altro giro di spaccio.
I cellulari sequestrati, le indagini, le intercettazioni, hanno poi permesso di allargare il numero di persone coinvolte in una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti tra i locali pubblici dell’Erbese, Lecco e la Bergamasca.
Il fascicolo, portato avanti in questi anni dalla squadra Mobile di Lecco e dalla Procura di Como, si è concluso con una richiesta di ordinanza di custodia cautelare in carcere per sette persone, istanza accolta dal giudice delle indagini preliminari di Como. Quattro quelli già arrestati, tre italiani di Erba (25 e 24 anni) e Lurago d’Erba (28 anni) e un marocchino residente a Canzo (26 anni). Gli altri sono ricercati. Sono ben 27 i capi di imputazione che comprendono un arco di tempo che va dal 2015 al 2019. La contestazione è di detenzione e spaccio di hashish ma anche di cocaina. Il procuratore di Como, Nicola Piacente, ha voluto ieri esprimere con un comunicato «il sincero apprezzamento per lo sforzo investigativo ed organizzativo profuso, nonostante l’attuale emergenza sanitaria, dalla Polizia di Stato nello svolgimento delle indagini, nella esecuzione dei provvedimenti cautelari e delle perquisizioni».

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