Spallino, assessore all’Urbanistica: «L’asse resta strategico. È qui che la città cresce»
Cronaca

Spallino, assessore all’Urbanistica: «L’asse resta strategico. È qui che la città cresce»

Lorenzo Spallino con il sindaco Mario Lucini (foto da Facebook)

C’è un documento, in 5 punti, che l’assessore Lorenzo Spallino mise sul tavolo della giunta all’inizio del mandato amministrativo, nel 2012. Cinque idee sulla Ticosa e, di riflesso, sull’intero tracciato che idealmente collega Borgovico con il vecchio Sant’Anna, che avrebbero potuto dare un volto diverso alla città. Cinque idee rimaste purtroppo sulla carta, anche a causa del naufragio della trattativa con Multi.

«Quando abbiamo iniziato a lavorare alla nuova pianificazione cittadina e deciso le linee principali della variante del Piano dei servizi, ci siamo accorti subito che le distanze dell’asse San Giovanni-Ticosa dalle mura sono minime – spiega lo stesso Spallino – via Borsieri, via Gallio, via Lucini, via Gramsci sono corridoi che permettono di raggiungere il centro a piedi in pochissimi minuti». L’asse di viale Innocenzo, si leggeva nel documento del 2012, «è la parte più innovativa della città, quella in cui si collocano le nuove realtà imprenditoriali. La chiusura della Manica Lunga e il futuro sviluppo di Insubria daranno una ulteriore accelerazione al comparto. Abbiamo il dovere di immaginare soluzioni che accolgano i segni dell’evoluzione in atto».

La città, dice oggi l’assessore, «non si cambia a piccoli pezzi. Serve un progetto globale. Ecco perché dicevo allora, e ripeto adesso, che la Ticosa non è un pezzo di città, ma è la città. Fino a quando continueremo a definire il comparto di via Grandi un “pezzo di città” daremo la sensazione di pensare che sia qualcosa da pensare e gestire autonomamente, in modo indifferente rispetto al resto della tessuto urbano. Le politiche urbanistiche del “fare”, indifferenti al resto del territorio, hanno prodotto, per l’appunto, la Ticosa. Quelle accusate di essere immaginifiche e teoriche hanno prodotto invece la Città Murata».

Il ragionamento è chiaro: riflettere sul futuro dell’asse di viale Innocenzo significa ripensare in toto Como, il suo sviluppo, il suo futuro. «Anche per questo – insiste Spallino – quando finiranno le questioni giudiziarie non credo che per la Ticosa ci si potrà limitare a immaginare un parcheggio. Bisognerà piuttosto interrogare la città su che cosa pensa di sé stessa, lavorare sulla città universitaria e su quella turistica».

Probabilmente, il limite più forte dell’amministrazione pubblica, soprattutto in tempi di risorse scarse quali sono gli attuali, è l’impossibilità di costruire “visioni” a lungo termine. Nel documento di 5 anni fa, Spallino faceva riferimento a un «immaginario collettivo» nuovo dei cittadini, qualcosa che fosse in grado di «cambiare radicalmente l’approccio visivo». Un metodo che permettesse a chiunque di «riappropriarsi» della città e di «immaginarla» in modo nuovo. «Forse non ci siamo riusciti del tutto – ammette l’assessore – ma almeno dal punto di vista sostanziale, ora è possibile ideare la nuova città».

Il degrado dell’aerea ex Ticosa

Il riferimento è alle cosiddette previsioni di piano, ovvero le possibilità offerte dal Piano di Governo del Territorio (Pgt) la cui variante ha impegnato a lungo l’assessorato di Spallino nella prima fase del mandato. «Purtroppo, il mercato edilizio è profondamente mutato rispetto agli scorsi anni e i periodi d’oro, quelli espansivi, non torneranno. Ma lungo l’asse di viale Innocenzo, oggi, si può demolire e ricostruire mantenendo le stesse volumetrie. E si possono convenzionare attività diverse tra loro». Il Pgt ha cancellato in modo definitivo tutte le previsioni inattuate. Non c’è più, insomma, un obbligo a realizzare. Semmai, c’è un grande spazio di immaginazione che si scontra, ovviamente, con il tema della crisi economica e della disponibilità di risorse. Sicuramente, questo è il problema più difficile da affrontare. Quello che nessuna coalizione, nessuna giunta sarebbero in grado di risolvere con una delibera. «Si può costruire ma non è scontato», sintetizza Spallino. Che cosa e quando dipenderà da fattori oggi assolutamente imprevedibili.

10 aprile 2017

Info Autore

Redazione Corriere di Como

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Archivio
agosto: 2018
L M M G V S D
« Lug    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto