Spallino: «Chiederemo alla Regione un incontro sulla cittadella sanitaria»

altDopo lo stop dell’assessore Mantovani per i tagli del governo
(m.d.) All’assessore all’Urbanistica di Palazzo Cernezzi le parole di Mario Mantovani sul futuro della cittadella sanitaria di via Napoleona non sono piaciute. E per fare chiarezza sul destino dell’area dell’ex ospedale Sant’Anna Lorenzo Spallino ha intenzione di chiedere al più presto un incontro con la Regione.
«Il governo minaccia di ridurre i fondi alla Regione, nessuno sa ancora esattamente a quanto ammonteranno i tagli, ma subito l’assessore regionale alla Salute mette le mani

avanti e si premura di dirci che dobbiamo scordarci la cittadella sanitaria in via Napoleona», afferma Spallino.
Venerdì scorso, l’assessore Mantovani ha dichiarato che, visti i tagli ai fondi regionali previsti dalla Legge di stabilità stimati in circa 970 milioni di euro, «non è possibile neanche parlare, in simili condizioni, di cittadella sanitaria». Non ci sono soldi, insomma, per spostare uffici e ambulatori dell’Asl nell’area di Camerlata.
«Immagino che la Regione debba far fronte anche ad altre spese di tipo sanitario in Lombardia – commenta Spallino con un pizzico di ironia – Non credo che l’unica questione aperta sia il trasferimento degli uffici dell’Asl nell’area dell’ex ospedale Sant’Anna. Eppure Mantovani punta subito il dito su via Napoleona: più che di tagli lineari, mi sembra che qui si tratti di tagli ad personam».
Mantovani, insomma, non avrebbe a cuore il destino dell’area del vecchio Sant’Anna, in cui dovrebbe nascere – e in parte è già attiva – una vera e propria cittadella sanitaria con uffici e ambulatori sia dell’azienda ospedaliera Sant’Anna sia dell’Asl.
«In via Napoleona l’azienda ospedaliera Sant’Anna ha mantenuto gli impegni e ha implementato il presidio esistente, offrendo servizi sanitari che sono molto apprezzati dagli utenti – sottolinea l’assessore di Palazzo Cernezzi – A essere inadempiente è l’Asl che finora non ha ancora trasferito nessun ufficio né ambulatorio nell’area dell’ex ospedale».
E senza il contributo della Regione, è difficile immaginare il trasferimento dell’Asl a Camerlata. Dunque, addio alla cittadella sanitaria.
«Sarebbe opportuno – dice Spallino – chiedere subito un incontro all’assessore Mantovani per capire quali intenzioni abbia la Regione per l’area di via Napoleona e, in generale, quale politica sanitaria intenda perseguire».
Per quanto riguarda il Comune di Como, l’assessore all’Urbanistica sottolinea che «noi abbiamo fatto la nostra parte». E aggiunge: «Stiamo aspettando che la Regione ci dica come intende completare il progetto. Quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto: abbiamo tenuto fede all’accordo di programma, abbiamo fatto la necessaria variante urbanistica e l’abbiamo recepita nel Pgt, il Piano di governo del territorio. Ora serve chiarezza: in gioco c’è il destino di due aree, il San Martino (dove si trovano oggi gli uffici dell’Asl, ndr) e via Napoleona».
Le parole dell’assessore regionale Mantovani hanno colto di sorpresa anche i vertici dell’azienda ospedaliera Sant’Anna che in modo puntuale, negli anni, hanno trasferito diversi servizi in via Napoleona, ragionando in ottica di cittadella sanitaria.
«Ormai siamo molto avanti con le operazioni e tornare indietro per noi sarebbe difficilissimo – spiega il direttore generale, Marco Onofri – Non possiamo fare a meno delle attività che abbiamo trasferito in via Napoleona e porteremo a termine quello che manca, in attesa di capire quello che ci riserva il futuro. Certo che se dovessimo spostare altrove le attività ambulatoriali oggi in funzione in via Napoleona servirebbe un altro piccolo Sant’Anna».
Al di là dei paradossi, il rischio è che l’azienda ospedaliera di via Ravona, dopo aver lavorato tanto negli ultimi anni, si ritrovi a occupare da sola gli spazi di via Napoleona. Ma su questo punto Onofri sembra ottimista.
«L’assessore regionale dispone evidentemente di numeri e dati che io non ho, ma penso che non sia ancora stata detta l’ultima parola – conclude il direttore generale – Certamente questo è un momento molto critico, e forse l’attesa sarà più lunga del previsto, ma penso che la situazione non sia poi così drammatica».

Nella foto:
Il monoblocco di via Napoleona oggi ospita solo i servizi dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, come indicato dal cartello

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