Spallino: «Como senza regia verso Expo. In giunta non esiste nemmeno la delega»

alt

L’esposizione universale
L’assessore all’Urbanistica: «Non bastano i “tavoli”, serve una guida»

«Per Expo, a Como, manca un disegno generale. Non possiamo pensare che un simile evento lasci sul territorio solo una serie di commesse e di contratti commerciali».
Una presa di posizione forte. Quasi una “sveglia”, quella suonata dall’assessore all’Urbanistica del Comune di Como, Lorenzo Spallino. Il quale non ha mai nascosto pesanti perplessità nei confronti del lavoro di Como in vista dell’Expo. Già nel novembre 2013, infatti, in risposta a un consigliere comunale, mise nero su

bianco le sue valutazioni.
All’epoca, fu Marco Butti, consigliere comunale del gruppo misto ed esponente di Fratelli d’Italia, a interpellare Spallino sulla valorizzazione del fronte lago di Como in vista dell’esposizione universale, proponendo anche l’installazione di chioschi multimediali e la creazione di app e siti dedicati.
L’assessore Spallino, che ha la delega anche all’Informatizzazione, rispose puntualmente alle richieste di Butti, ma la premessa aveva toni ben più generali (e critici) sulla scarsa attenzione del Lario verso Expo 2015.
«Sul tema Expo – scrisse l’assessore all’Urbanistica nella risposta a Butti – confesso, ma spero di sbagliare, di temere una certa scarsità di attenzione da parte del territorio, “male abituato” dalla bellezza e dall’unicità dei luoghi».
Ora, passati due mesi da quel breve scambio di battute scritte – e dopo il fastoso meeting dei Paesi partecipanti a Expo riuniti a Villa Erba nell’agosto 2013 – l’opinione di Spallino non è cambiata.
«Da allora – dice l’assessore di Palazzo Cernezzi – il tavolo di Expo si è riunito e ha fatto passi in avanti. Per carità, i “tavoli” sono un ottimo strumento per il confronto, ma serve poi qualcuno che tenga le redini delle iniziative».
Anche perché, aggiunge Spallino, le stime di affluenza sono cresciute: secondo le ultime stime, infatti, l’esposizione universale potrebbe attirare a Como non più 800mila visitatori, come si ipotizzava all’inizio, ma persino più di un milione. Una massa di persone veramente enorme.
«Da una recente ricerca, è emerso che Como è il secondo brand territoriale in Italia dopo Roma. Persino prima di Venezia e prima di Firenze. Non dobbiamo pensare che il lascito di Expo sia solamente una serie di accordi commerciali. Né, tantomeno – continua Lorenzo Spallino – possiamo declinare Expo in termini esclusivamente commerciali». Il problema, aggiunge l’assessore comunale all’Urbanistica, è la mancanza «di un disegno chiaro dietro tutte le iniziative comasche attorno a Expo».
E allora, chi – o quale soggetto istituzionale – dovrebbe assumere il ruolo di regista? «La Camera di Commercio o il Comune di Como», risponde sibillinamente Spallino. Che poi chiude con una stilettata alla stessa amministrazione di cui fa parte: «Como potrebbe fare da capofila, ma bisogna sottolineare come, in giunta, non sia stata prevista una delega all’Expo».

Nella foto:
Un’immagine risalente all’agosto del 2013, quando a Villa Erba si riunirono le delegazioni dei Paesi partecipanti a Expo 2015. Da allora, però, il tema sul Lario si è eclissato

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.