Spallino: «Se necessario, sono pronto a iscrivermi»

alt L’endorsement dell’assessore all’Urbanistica
«Un successo del sindaco di Firenze farebbe cambiare anche il centrodestra»

(da.c.) È tornato da qualche giorno dalle vacanze, come sempre spese tra il relax e la scoperta di luoghi nuovi o interessanti. «Sono stato a Marsiglia, città capitale europea della cultura 2013 – racconta – ho visto il Mucem (Musée des Civilisations de l’Europe et de la Méditerranée, ndr), una struttura costata 190 milioni di euro».
Lorenzo Spallino, avvocato, docente universitario di diritto urbanistico e assessore a Palazzo Cernezzi, non nasconde un pizzico di invidia per un Paese

che riesce ancora a investire risorse cospicue nel proprio futuro.
Al contrario della Francia, l’Italia è in una fase di stallo. Si dibatte in una crisi apparentemente senza speranza. La ricetta di una possibile via d’uscita da una situazione che si fa ogni giorno più complicata, però – almeno secondo Spallino – potrebbe scriverla proprio l’uomo nuovo del Pd: Matteo Renzi.
«Ho sempre appoggiato il sindaco di Firenze, lo farò anche adesso. La decisione di candidarsi alla guida del Partito Democratico potrebbe essere la svolta attesa da tempo».
Fiducia piena, quindi. Al punto da non escludere la possibilità di iscriversi al partito. «Non ci ho ancora pensato – dice Spallino – non mi sembra un dato essenziale. Ma se fosse necessario, se fosse utile, lo farei. Sono stato eletto con una lista civica, l’adesione al Pd potrebbe creare qualche scompenso. Per questo ogni scelta andrebbe comunque ragionata. Ma ripeto: il mio appoggio a Renzi sarà pieno».
Il congresso del Pd deve ancora essere convocato, mancano le regole e le date. Ma Spallino guarda già oltre. «Ho sempre pensato alla necessità di un ricambio ai vertici del Pd, anche generazionale. Oggi lo stesso Pd è l’unico partito strutturato, se dovesse indebolirsi o scomparire si verrebbe a creare un problema per tutta la democrazia italiana».
L’assessore non ha mai lesinato critiche e giudizi anche taglienti sul Pd, ma riconosce come «faticosamente, lentamente e con non poche contraddizioni il Partito Democratico non si sia mai sottratto al rinnovamento. In realtà non è possibile congelarsi nella difesa della vecchia classe dirigente. Sarebbe dannoso. Se c’è una forza di rinnovamento interno che non sconfessa l’anima riformista, va sostenuta».
E i renziani dell’ultima ora? «Si vede qualcuno che salta sul carro, un’anima trasformista è sempre esistita nella politica italiana. Ma preferisco questo alle titubanze e alle incertezze del passato».
Spallino amplia ancora la riflessione e ragiona sul centrodestra. «Una vittoria di Matteo Renzi sarebbe un bene per tutti. Anche l’universo parallelo del centrodestra potrebbe giovarsi del rinnovamento a sinistra. Sarebbe costretto a cambiare». Il Pd avrà quindi presto un nuovo assessore?
«Non ho mai fatto parte del partito, ma giudico il rinnovamento necessario. Ho sempre sostenuto Renzi e lo farò ancora. Senza un cambiamento radicale il Pd rischia e con esso la democrazia italiana».

Nella foto:
L’intervento di Matteo Renzi nell’aula magna del Politecnico di Como durante la campagna per le primarie del novembre dello scorso anno (foto Fkd)

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