Spara al vicino dopo un litigio: tragedia sfiorata a Blevio

Al Bassone è finito Davide Mantovani, milanese di 63 anni. A scatenare il diverbio lo spostamento d’aria causato da un elicottero che stava trasportando del materiale in un cantiere
La vittima è un 48enne del paese colpito alle gambe e all’addome: non sarebbe in pericolo di vita
«Ho fatto la stupidata della mia vita», avrebbe detto agli inquirenti nei minuti successivi al fermo. Una “stupidata” che poteva costare la vita a Patrizio Melluso, 48 anni, di Blevio, colpito all’addome e alle gambe da quattro pallini di una cartuccia esplosa con un colpo di fucile. In manette, prima condotto in Questura dagli uomini della Mobile, poi in carcere al Bassone, è finito Davide Erminio Mantovani, 63enne di Milano ma con la seconda casa nel paese lariano (in frazione Mezzovico)

dove stava trascorrendo le vacanze. Tutto è avvenuto ieri nel primo pomeriggio. Mantovani, che non avrebbe avuto ruggini pregresse con la vittima, avrebbe protestato per l’impiego di un elicottero, utilizzato per trasportare materiale edile nella proprietà di Melluso dove erano in corso dei lavori. Le pale e lo spostamento d’aria successivo avrebbero provocato la rottura di un piccolo pezzo di rete nella proprietà del villeggiante. Questo, in estrema sintesi, sarebbe il motivo (futile) del diverbio poi degenerato fino a quando Mantovani ha imbracciato il fucile ed esploso un colpo in direzione del rivale che nel frattempo stava cercando di scappare. I pallini hanno colpito Melluso alle gambe e all’addome, entrando tuttavia poco in profondità. Un particolare questo che potrebbe salvare la vita alla vittima che rimane tuttavia ricoverata al Sant’Anna in prognosi riservata.
La scena si è materializzata davanti agli occhi attoniti di più testimoni, nessuno dei quali, tuttavia, è rimasto ferito. Sul posto sono giunti gli uomini della squadra mobile di Como che hanno immediatamente fermato e sentito il 63enne di Milano (che si trovava in casa con la moglie e la figlia) che è poi stato condotto in Questura.
Nel tragitto per raggiungere l’auto della polizia, l’uomo ha incrociato anche un figlio della vittima a cui avrebbe chiesto scusa per il gesto appena compiuto. Nessuna traccia, invece, dell’arma utilizzata per esplodere il colpo in direzione di Melluso. L’arrestato infatti avrebbe fatto ritrovare un fucile che gli inquirenti non ritengono essere l’arma realmente usata nel litigio. Per questo motivo le ricerche sono proseguite per ore senza esito. L’accusa nei confronti del fermato (il pm è Giuseppe Rose) è ovviamente quella di tentato omicidio.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Gli uomini della Mobile conducono in questura Davide Mantovani (nella foto con il cappellino). L’uomo è ora al Bassone accusato di tentato omicidio (foto Mv)

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