Spari in via Giussani a Como, l’ex consigliere comunale Luigino Nessi attacca: «Clima di intolleranza»

L'ex consigliere comunale di Como, Luigino Nessi

L’inquietante episodio di intimidazione di cui è stato vittima nei giorni scorsi un cittadino straniero in via Giussani a Como – gli sono stati esplosi contro alcuni colpi di pistola a salve – ha scatenato la dura reazione dell’ex consigliere comunale Luigino Nessi, oggi coordinatore di Prossima Como.

«Sparare a un cittadino che esce dalla preghiera è un fatto gravissimo che deve far riflettere sul “momento” che stiamo vivendo – scrive Nessi in una nota – La destra vuole un Paese nel quale tutti possano detenere un’arma e usarla; questo permette a persone di immaginarsi “giustizieri della notte”, creando in pratica insicurezza».

L’obiettivo della polemica di Nessi sono la Lega e Matteo Salvini.

«In certi momenti si usano Rosari e si invoca la Madonna. Prima, però, sono state tolte le panchine, si sono usati getti d’acqua per intimidire i senza dimora e si sono proibite le colazioni alle persone che dormono a San Francesco. Oggi si vorrebbe proibire di concedere spazi alla preghiera, si vogliono creare zone rosse, addirittura si vuole impedire il salvataggio di persone dal naufragio. Tutto il contrario di ciò che propongono il Rosario e la Madonna. C’è, nel nostro Paese e nella città di Como, un’aria di intolleranza favorita da interventi di politici nazionali e locali e da una irresponsabilità che li rende colpevoli», conclude Luigino Nessi.

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