Sparò e uccise l’amico in casa. Il corpo trascinato via di notte

Omicidio Pognana Lario

È durato pochissimo l’interrogatorio di ieri, in videoconferenza tra il Bassone e l’ufficio del giudice delle indagini preliminari di Como Massimo Mercaldo, a carico di Antonio Ballan, il 41enne accusato di aver esploso il colpo di pistola che ha ucciso Roberto Fusi, comasco 52enne residente con la madre in via Zezio. Delitto avvenuto in un appartamento di un condominio di via Teresa Ciceri nella tarda serata di venerdì scorso.
Di fronte al gip, Ballan, assistito dall’avvocato Riccardo Guido, ha confermato integralmente quanto aveva già detto al pubblico ministero Mariano Fadda che gli contesta l’omicidio colposo, l’occultamento di cadavere, il porto illegale della pistola e la detenzione illegale di una carabina calibro 22.
L’arresto è stato convalidato e il giudice ha disposto la permanenza in carcere del reo confesso.
«Ha ammesso tutto – ha ribadito ieri l’avvocato Guido – Si è assunto le proprie responsabilità, ma ha anche ribadito che non sapeva affatto che l’arma fosse carica. Lui il caricatore l’aveva tolto».
Ricostruiamo, dunque, l’accaduto. È venerdì sera. Antonio Ballan è in casa con altre due persone. Mangiano una pizza, sono le 21.30. Arriva in quel momento Roberto Fusi. Una serata tra amici, dove si ride e si scherza. Il gruppo chiede a Ballan di vedere le sue armi, cosa già fatta altre volte in passato.
Le va a prendere, sono sei. Le mette sul tavolo e toglie il caricatore. L’arrestato a quel punto avrebbe detto di essersi assentato un attimo, di essere tornato con gli amici poco dopo e di aver visto le armi ancora sul tavolo e senza caricatore, quindi di non aver sospettato nulla. Piano piano avrebbe iniziato a riporle nell’armadio sotto chiave. Ne sarebbe rimasta una, una XDM Match calibro 9×21 che ha un particolare: un puntatore laser di quelli che si vedono nei film. Il gruppo inizia a mirare un po’ ovunque fino a quando la vittima avrebbe detto all’amico di sparargli. Per gioco, ovviamente, ma il colpo – che era in canna, non si sa al momento per quale motivo – sarebbe partito colpendo Fusi alla fronte.
Gli amici a questo punto sarebbero scappati. Ballan, sotto shock, avrebbe avvolto il corpo in un copriletto e un telo cerato. L’avrebbe trascinato nel bagagliaio dell’auto (una Jeep) passando dalle scale del condominio e infine l’avrebbe trasportato a Faggeto Lario, nella piazzola dove è stato poi ritrovato la mattina successiva dal primo autista di bus che passava sulla Lariana. La pistola? «L’ho buttata per terra», avrebbe detto Ballan. E proprio grazie a quella pistola, regolare e dichiarata, i carabinieri solo tre ore dopo la scoperta del corpo (dalle 7 alle 10) erano già a suonare al campanello di casa di Ballan.

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