Spata: «Bisognerebbe ripristinare il medico scolastico»

Gianluigi Spata

«Una volta c’era il medico scolastico, in tanti se lo ricorderanno. Io me lo ricordo bene. Era un pediatra che si occupava di visitare periodicamente tutti gli studenti a scuola. In queste situazioni così particolari e uniche sarebbe stata una figura indispensabile. Andrebbe ripristinata, pur con tutte le difficoltà del caso». Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei Medici di Como e della Federazione regionale dei medici di base, interviene con un nuovo spunto sull’organizzazione in atto per consentire la riapertura delle scuole in sicurezza.
«La fase di preparazione sanitaria alla riapertura degli istituti è in atto ormai da tempo. L’organizzazione riguarda solo parzialmente il medico di base – spiega Spata – Le prime linee guida sono già state definite . Gli insegnanti e tutto il personale vengono chiamati dall’Ats, che poi delega le Asst per effettuare i test sierologici».
Ricordiamo che si tratta di esami non obbligatori, quindi è necessario il consenso delle persone che lavorano dentro la scuola. Docenti e personale non docente possono rifiutarsi insomma di effettuare il tampone.
Una situazione di incertezza che interessa tutta la società, generando comprensibili preoccupazioni.
I test sierologici si era pensato inizialmente che venissero effettuati dal medico di base. Una soluzione che avrebbe forse favorito l’adesione da parte del personale scolastico.
«È possibile – dice il presidente Spata – ma sarebbe sbagliato affollare gli ambulatori in questo periodo in cui vi è una graduale ripresa del virus, pur con l’abbassamento dell’età media. I test vanno effettuati da persone con le protezioni necessarie. Tra poco, speriamo da metà ottobre, i medici di base avranno poi il loro da fare con le vaccinazioni antinfluenzali» vaccino che quest’anno diventa ancora più importante per via della circolazione del coronavirus.
«Il medico di base ha un ruolo di sorveglianza attiva – spiega il presidente dell’Ordine – Continueremo a intervenire in caso di nuovi pazienti positivi attivando le procedure in tempi rapidi». Riguardo alla scuola, Spata torna sulla sua proposta.
«Oggi ogni istituto scolastico ha un suo medico competente, ma si occupa unicamente del personale che lavora nella scuola, non degli alunni – spiega – Diverso sarebbe ripristinare il “medico scolastico”, ma con tempi così ridotti forse si tratta di un’organizzazione che non è stata neppure presa in considerazione».

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