Spata: «Ripartenza, decisivo il sistema di sorveglianza»

Gianluigi Spata

L’obbligo di indossare la mascherina, in Lombardia, rimane. Anche all’aperto. Lo ha ribadito il presidente della Regione, Attilio Fontana, nella nota che accompagna la pubblicazione della nuova ordinanza emanata in vista del 4 maggio, giorno in cui parte in tutta Italia la cosiddetta “fase 2” dell’emergenza Coronavirus.
«Affrontiamo il passaggio – ha detto Fontana – con la certezza che, ancora una volta, la responsabilità personale dei cittadini, unita al monitoraggio stringente dei segnali sanitari, ci permetterà di affrontare in sicurezza la nuova tappa per arrivare poi alla nuova normalità». Responsabilità e sicurezza sono le due parole chiave della ripartenza. Ne è convinto anche Gianluigi Spata, presidente dell’Ordine dei medici di Como e della Lombardia e componente, da due settimane, del comitato tecnico-scientifico chiamato a valutare le decisioni della giunta regionale relative al contrasto dell’epidemia di Covid-19.
«Continuo a dirlo tutti i giorni alle molte persone che me lo chiedono – dice Spata al Corriere di Como – sono contento che il governo abbia scelto di allungare di una quindicina di giorni le misure più stringenti. Ovviamente, capisco bene la portata del danno economico subìto dal Paese e comprendo che la gente abbia voglia di uscire da questa clausura forzata. Tutto giusto, ma non nascondo di aver avuto paura che, d’improvviso, potessero aprirsi tutti i “cancelli”. La Lombardia non è la Basilicata, dove i contagi sono zero».
Due settimane di prudente attenzione a ciò che accade, insiste Gianluigi Spata, «sono giusti e utili. Una malaugurata ripresa della malattia sarebbe peggio dell’epidemia iniziale, non possiamo permetterci di giocare con il fuoco».
Decisivo, nei giorni a partire dal 4 maggio, sarà il sistema di sorveglianza.
«Non posso anticipare nulla di quanto è stato deciso al tavolo tecnico, ma a breve la Regione pubblicherà una delibera su controllo e vigilanza da mettere in atto nella fase 2. L’obiettivo sarà evidenziare subito i casi sospetti e bloccare immediatamente i possibili nuovi focolai».
In questo senso, il presidente dell’Ordine dei medici torna a sottolineare con forza l’importanza di proseguire nei comportamenti virtuosi seguiti dai cittadini durante la fase di confinamento.
«Invitare tutti alla prudenza non basta – dice Spata – bisogna continuare a rispettare le regole seguite sin qui. Vale a dire: distanziamento sociale, frequente lavaggio delle mani, uso della mascherina non come se fosse un foulard ma a protezione delle vie respiratorie».
La pressione dell’epidemia sulle strutture sanitarie e sugli stessi medici di base, oggi, è sicuramente meno forte di qualche settimana fa. Forse proprio per questo, però, l’invito alla prudenza da parte del presidente dell’Ordine dei medici è maggiore.
«Più che una fase 2 iniziamo la fase 1 e un quarto – dice ancora Gianluigi Spata – I primi 15 giorni saranno decisivi per capire l’evoluzione dell’epidemia. Il virus c’è ancora, non è stato debellato».

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