Spataro: «A Como c’è il denaro. Per questo è arrivata la mafia»

altIl magistrato milanese: «Sorprendersi ormai è inutile»
«La lotta alla mafia è un compito che impegna tutti, ciascuno può fare la sua parte. Del resto, l’insediamento mafioso al Nord, Como compresa, è pacifico. Mi stupisce che ci sia ancora qualcuno che sia sorpreso quando si parla di criminalità organizzata in questi territori». È rivolto a ciascun comasco l’appello del procuratore della Repubblica di Milano, Armando Spataro, intervenuto ieri al congresso provinciale del Silp, il Sindacato italiano lavoratori della polizia. Nel pieno della bufera che ha travolto “Infrastrutture Lombarde”, e a una settimana dal sequestro, proprio nel Comasco, di beni per 7 milioni di euro riconducibili alla ‘ndrangheta, il magistrato ha toccato il tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata in Lombardia.

«È del tutto evidente che la mafia si è insediata al Nord, Como compresa – ha detto Spataro – La criminalità organizzata va dove c’è il denaro, nelle regioni più ricche, nelle quali ci sono i soldi. Non ci dobbiamo meravigliare, anzi. Dove non c’è la mafia non è perché le persone sono migliori, ma perché non ci sono soldi. L’attenzione delle istituzioni e di tutti i cittadini deve essere massima. Contro la mafia, ciascuno può fare la sua parte, magari piccola ma può farla».
«Andiamo nelle scuole a dire ai ragazzi che la lotta alla mafia è un compito che impegna tutti – ha aggiunto il procuratore della Repubblica di Milano – Lo facciamo perché davvero è fondamentale la collaborazione di tutti. Ai ragazzi che mi chiedono cosa possono fare, spiego che ciascuno di loro, prima o poi, per proseguire lungo una particolare strada si troverà davanti a una scelta e magari gli sarà proposta una scorciatoia. Se questa fosse a discapito dell’interesse pubblico o di altri dovrà evitarla. La solidarietà è la chiave della legalità». Il procuratore della Repubblica di Milano ha fatto poi una riflessione sulla carenza di risorse, di uomini e di mezzi denunciata dai rappresentanti del Silp.
«La denuncia delle incongruenze e delle insufficienze di uomini e mezzi segnalata dal sindacato di polizia è simile a quella dell’Associazione Nazionale Magistrati – ha detto Armando Spataro – Il tema della sicurezza dei cittadini è stato spesso al centro dei proclami delle forze politiche. Eppure, nonostante questo non si forniscono i mezzi adeguati. La sicurezza è un diritto fondamentale che non deve essere usato come forma di propaganda».
Sulla ventilata chiusura di circa 200 commissariati da parte del governo, Spataro ha detto di «non avere indicazioni precise né dettagli».
«Resto comunque preoccupato. La sicurezza e la giustizia, come in generale tutto il settore pubblico, dovrebbero essere privilegiate e non essere alle prese con l’imposizione continua di sacrifici. I sacrifici non possono ricadere solo sui servizi pubblici. Non si può perseguire la sicurezza e poi imporre continui tagli alle forze dell’ordine».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il procuratore della Repubblica di Milano, Armando Spataro, è intervenuto ieri mattina al congresso provinciale del Silp

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