Cultura e spettacoli

Spazi da abitare con i sensi e con la mente

altConferenze. A Como due incontri oggi e martedì prossimo per fare il punto sui rapporti tra arte contemporanea e luoghi dell’architettura

Como s’interroga, anche grazie al dibattito sulle grandi mostre e sulla valorizzazione di fenomeni culturali come l’Astrattismo e il Razionalismo, in merito al ruolo degli spazi e sul loro senso culturale. È in particolare una città che ha alimentato molto e con voci importanti la discussione sull’architettura non solo pensata ma anche costruita, come spazio dell’utopia (pensiamo alla lezione del grande Ico Parisi) ma anche della geometria concreta, tangibile, permanente (pensiamo alla città

come a un museo all’aperto del ’900 con una cinquantina di siti di grande importanza, somma di valori che ha ispirato non a caso la proposta recente di una candidatura di Como tra i patrimoni mondiali tutelati dall’Unesco).
Non è un caso allora che due eventi, distinti e non sovrapponibili, trattino da prospettive e con voci diverse questo medesimo ambito. Il primo va in scena oggi, il secondo martedì prossimo.
in via odescalchi
Il primo oggi alle 16 è in programma nell’ex chiesa di San Pietro in Atrio in via Odescalchi, spazio espositivo comunale molto ambito da pittori e scultori per la sua posizione strategica nel centro storico. Parlano Luciano Caramel, Paolo Bolpagni, Alberto Rigoni e Salvatore Tulipano nell’ambito della personale di quest’ultimo, che meritatamente ha vinto il concorso per giovani artisti emergenti “Co.Co.Co.”.
L’incontro “Scultura e architettura oggi” si terrà all’interno di Pavilion, scultura concepita da Tulipano appositamente per San Pietro in Atrio. Si parlerà come detto di uno “specifico” comasco, la convivenza tra arte e architettura. E sarà naturalmente anche un modo per esortare i comaschi e i turisti all’approccio con l’arte contemporanea, senza paure e senza pregiudizi. Un’arte che spesso soffre di eccessi concettuali e distorsioni mediatiche tanto che sui giornali fa notizia spesso solo quando è battuta all’asta con cifre miliardarie, il che ci fa dimenticare che è soprattutto una forma espressiva del nostro tempo. Anche la Fondazione Ratti tra il 2012 e il 2013 con il ciclo “La kunsthalle più bella del mondo. Un progetto per il Centro delle Arti Contemporanee di Como” a Villa Sucota si è interrogata, grazie al contributo di esperti internazionali, proprio su questi temi. Un orientamento che proseguirà fino al 2015 con l’ospitalità triennale offerta allo Yona Friedman Museum proprio nel parco di Villa Sucota. La struttura ispirerà progetti e attività attorno al tema “Cosa significa esporre?”. E, del resto, “Pavilion” di Tulipano in San Pietro in Atrio intende approfondire proprio la qualità e la natura degli spazi espositivi dedicati all’arte.
a villa olmo
Il secondo evento da segnare in agenda per proseguire la riflessione su questi argomenti sarà offerto martedì alle 18.30 dalla 23ª mostra di arte tessile internazionale “Miniartextil”, dedicata quest’anno al tema dell’Eros. Tra i suoi eventi collaterali martedì 26 novembre alle ore 18.30 ospiterà nel salone centrale di Villa Olmo in via Cantoni, al centro del circuito di “minitessili” premiati quest’anno dal concorso indetto da “Arte & Arte”, il miniconvegno “Sensazioni. Identità emozionale dei luoghi dell’architettura”. Angelo Monti, presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Como, introdurrà una conversazione con l’architetto di fama internazionale Benedetta Tagliabue e con la giornalista della Radio Svizzera Sonja Riva. Il dibattito proporrà una lettura in chiave “erotica” dell’architettura come esperienza “sensoriale” ma al tempo stesso “mistica”, che esercita seduzioni attraverso un’armonia di forme, materiali e prospettive.
Un tentativo di sintesi fra ragione (quello che gli antichi greci definivano “logos”) ed emozione (“pathos” per gli ellenici), al centro di un luogo come Villa Olmo a sua volta fondamentale nel dibattito sui luoghi consacrati all’arte non in senso della conservazione museale ma come laboratorio vivo.

Nella foto:
Qui a sinistra, Deconstructionist aesthetic project (2012) di Salvatore Tulipano. In alto, installazioni di Miniartextil: a destra, Cage di Manuel Ameztoy; a sinistra, il sensuale gioco di ombre che caratterizza l’opera dell’artista Usa Kumi Yamashita
24 Novembre 2013

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