Spazi da abitare nelle sculture di Spagnulo

Valdi Spagnulo, Contrappunto, 2018, acciaio a specchio, satinato, brunito, spazzolato, plexiglas colorato e trattato, 600 x 500 x 500 cm ca., visione installazione, foto R.Calvi

Arte che resiste e interroga se stessa al tempo della pandemia C’è anche Valdi Spagnulo, artista milanese e comasco di adozione celebre per le sue sculture che giocano sapientemente con lo spazio e con la luce, nella sezione dedicata alla scultura del nuovo numero della rivista “Espoarte”, il 112 (la rivista esce da 22 anni) edito dall’Associazione Culturale Arteam. La redazione è ad Albissola Marina, info su www.espoarte.net.
Docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Valdi Spagnulo nell’articolo sulla rivista sottolinea che «lo spazio è per me una dimora, domus del pensiero, e la scultura non lo rappresenta, ma lo contiene». Quale è allora il ruolo dell’artista e in questo caso dello scultore nel reticolo di linguaggi che costituisce l’arte contemporanea? «Il ruolo dello scultore – dice Spagnulo – come qualsiasi altro “artefice” del fare, è di essere “tramite” tra pensiero, ciò che accade e il risultato finale. Per me è sempre tutto un work in progress. Non v’è progetto o progettazione alcuna». Casomai lo scultore deve avere «la capacità – scrive sulla rivista Spagnulo – di creare lirici luoghi di un altrove, un equilibrio funambolico che è limite per quel pensiero che ha nutrito le nostre certezze. La scultura crea utili difformità spaziali, vede oltre la forma, dà immaginari a una moltitudine di possibilità tra progetto ed invenzione. L’intuizione è il momento! La mia scultura è espressione e adesione totale al processo d’invenzione delle forme tradotte in sguardi sospesi, spazi provvisori rivolti alla verifica di nuovi equilibri».
La memoria va immediatamente leggendo queste parole alla bella mostra che Spagnulo tenne qualche anno fa al Broletto in piazza Duomo a Como, città dove ha numerosi estimatori e collezionisti. «Vorrei vedere – prosegue – il mio processo creativo calato sempre più in un’azione più aperta e coinvolgente, senza trascurare la componente ludica che trasforma la fatica e la forza della scultura nel prodigioso gioco della fantasia la quale dà forma all’immaginazione. La decodifica dell’immagine, quale aspetto spaziale, stimola meccanismi allusivi, relazioni ambigue oltre il perimetro della razionalità con anomalie e ambivalenze, flussi e percorsi imprevisti»
Spagnulo lavora spesso con il metallo e crea forme essenziali, a volte di grandi dimensioni, che il visitatore è chiamato ad abitare con il corpo e con l’anima.

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