Spedisce 1.742 lettere: a processo per stalking. Invaghita di un uomo, tempesta di scritti lui, la moglie e la figlia

Il tribunale di Como

Chi dice che le lettere scritte a mano non vanno più di moda, avrebbe dovuto assistere ieri mattina ad una udienza in tribunale a Como. A processo è finita una donna varesina di 55 anni, accusata di aver inviato 1.742 lettere a un uomo che desiderava, evidentemente non corrisposta.
Cento solo negli ultimi quattro mesi.
La signora è ovviamente accusata di stalking ai danni della vittima, un dirigente d’azienda del Comasco che aveva conosciuto nel corso del lavoro.
Lettere spedite non solo a lui, ma anche alla moglie e pure alla figlia, lettere che arrivavano nell’abitazione della famiglia e nella scuola frequentata dalla ragazza. L’imputata nega tutto. Non sarebbe stata lei a inviare quegli scritti anonimi e nemmeno a inviare le 40 rose rosse che l’uomo ricevette per il suo compleanno. Contro questa tesi pesano però delle buste di lettera compatibili con quelle usate, una cartolina spedita da Riccione (dove l’imputata aveva trascorso le vacanze) e il fatto che alcune chiamate sarebbero partite da una cabina telefonica vicina a dove la donna abitava.

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