Cronaca

Spese pazze in Regione: indagato Gaffuri

L’inchiesta per peculato di guardia di finanza e magistrati in merito a spese «estranee all’espletamento del mandato»
Il capogruppo del Pd non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione dalla Procura
Quello che era nell’aria si è concretizzato ieri con le prime notizie diffuse dalle agenzie e dai telegiornali nazionali a cavallo di mezzogiorno. Anche il comasco Luca Gaffuri, capogruppo uscente del Partito Democratico in Regione Lombardia, è stato iscritto sul registro degli indagati della procura di Milano. L’indagine è la stessa che già aveva portato agli inviti a comparire recapitati nelle mani di consiglieri ed ex consiglieri lombardi di Pdl e Lega, indagati per peculato. Sono una sessantina gli iscritti sul registro dei pm tra gli uomini della maggioranza, tra cui i comaschi Giorgio Pozzi e Gianluca Rinaldin (Pdl), Edgardo Arosio e Dario Bianchi (Lega Nord), mentre sono una trentina quelli che fanno parte dei gruppi delle minoranze, tra cui appunto il Pd. Materialmente, tuttavia, al momento al politico comasco non è ancora stato notificato nulla e Gaffuri rimane dunque in attesa di conoscere cosa in concreto gli viene contestato dagli uomini della polizia tributaria della guardia di finanza di Milano.
L’ipotesi accusatoria è, come detto, quella del peculato, ovvero «l’aver effettuato spese ritenute» dall’accusa «estranee all’espletamento del mandato» in Regione Lombardia.
«Io confermo che, fino a questo momento, non ho ancora ricevuto nessuna comunicazione dalla procura di Milano – dice Luca Gaffuri contattato al telefono ieri sera alle 19 – E confermo pure che le spese sostenute dal gruppo del Partito Democratico sono tutte inerenti all’attività consiliare. Ovvero sono spese sostenute in conformità alla legge della Regione che le regolamenta. Insomma, le risorse messe a disposizione dei gruppi sono state utilizzate per spese inerenti all’attività politica».
Gaffuri annuncia già che, se chiamato, si presenterà a Milano per spiegare le eventuali contestazioni punto per punto.
«Noi chiariremo, voce per voce e di fronte ai pubblici ministeri, tutto quello che ci viene addebitato come non conforme. Siamo sicuri di avere agito nella massima correttezza e abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura». Il fascicolo in questione, lo ricordiamo, era stato aperto dopo un primo blitz che aveva portato a recuperare tutte le spese della maggioranza, poi seguito da un secondo “dedicato“ all’opposizione.
Il filone di indagine sulle spese “pazze” è coordinato dal procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, e dai pubblici ministeri Paolo Filippini e Antonio D’Alessio.

M. Pv.

Nella foto:
Luca Gaffuri, capogruppo uscente del Pd nel congiglio regionale
31 gennaio 2013

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
novembre: 2018
L M M G V S D
« Ott    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto