Spinelli a scuola e docenti aggrediti

opinioni e commenti di adria bartolich

di Adria Bartolich

Diamo atto che nel campo delle aggressioni agli insegnanti non ci facciamo mancare nulla. L’ultima della serie  riguarda un docente  di Vicenza che, dopo avere sorpreso dei ragazzi  intenti a fumarsi uno spinello nel cortile  della scuola, ed essendo intervenuto per farli smettere,  è stato poi insultato ed aggredito a graffi  e riempito di insulti del tipo «Sei un bastardo!».

Dell’episodio colpiscono due cose in particolar modo. In primo luogo l’atteggiamento dei ragazzi, reattivo e quasi isterico, quasi si fosse leso un loro diritto fondamentale, quello di spararsi un bel cannone a scuola.

Secondariamente la strana modalità di lotta, finita a graffi come facevano le donne dei quartieri popolari nei film del neorealismo. All’insegnante è stata strappata la camicia e graffiato un braccio.

L’atteggiamento da parte dei ragazzi è improvvisamente cambiato  nel  momento in cui hanno realizzato che il professore faceva sul serio ed ha chiamato la Polizia che ha inviato una Volante, lasciandoli allibiti.  Qualcosa sul genere «Come osa?».

Inutile dire che pur essendo nati secoli fa capitava anche a quelli delle nostre generazioni di farsi qualche canna, preciso che non si tratta di una nota autobiografica. Sono stata  però persona informata dei fatti. Naturalmente anche nel cortile della scuola, la trasgressione c’è da che esiste il mondo.

A nessuno sarebbe però mai venuto in mente di pensare di avere diritto di farsi uno spinello a scuola né di reagire in quel modo di fronte ad un rimprovero di un insegnante. Le differenze stanno alle radici del problema. Chiunque della mia generazione fosse stato beccato a farsi una canna  a scuola, ma anche fuori, si sarebbe preso almeno uno sganassone; quindi non avrebbe mai potuto contare sull’accondiscendente supporto dei genitori, conseguentemente non l’avrebbe mai considerata una sua giusta esigenza da soddisfare. Al pari di come sarebbe considerato fuori luogo, giustamente, andare a scuola con un bel fiaschetto di Valpolicella.

Allo spinello, invece, si associa una sorta di sacralità, da molti viene considerato un oggetto altamente simbolico, emblema di libertà (ma perché mai?)  al pari di una sorta di  calumet della pace  insignito  di un ruolo socialmente rilevante, con il conseguente cerimoniale a carico.

Se per una sigaretta sarebbero stati zitti, per lo spinello no. Il professore è come se avesse interrotto una specie di liturgia  religiosa. Non so come sia stato preso dalle famiglie dei pargoli tutto ciò . So come dovrebbe prenderlo la scuola: malissimo. I docenti, nel ruolo di educatori, non possono essere esposti a tutto, botte comprese.

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