Spopola il documentario su Alida Valli

Alida Valli

Ha successo e fa parlare di sé in tv e sul web Alida di Mimmo Verdesca, documentario dedicato alla vita straordinaria della leggendaria attrice italiana e comasca di adozione Alida Valli.
Dopo la prestigiosa selezione in Cannes Classics 2020 e l’anteprima lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma, dove il lavoro sulla Valli è stato accolto con sei minuti di applausi, il filmato (prodotto da Venicefilm, Kublai Film, in associazione con Istituto Luce Cinecittà e Fenix Entertainment, in collaborazione con Rai Cinema e Unione Degli Istriani, con il contributo del ministero dei Beni culturali) è ora in primo piano a Mosca, in Russia, per la seconda edizione dell’Italian Doc Fest che prosegue fino a domenica, organizzato da Istituto Luce Cinecittà con l’Istituto Italiano di Cultura di Mosca. Alida è stato il film di apertura e in contemporanea il lavoro di Verdesca è protagonista al Festival de Cine Italiano de Madrid, evento organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, che è in programma sul web a causa della pandemia.
Il documentario Alida si basa sugli scritti privati e inediti della grande attrice, interpretati dalla voce di Giovanna Mezzogiorno. Vi partecipano Bernardo Bertolucci, Vanessa Redgrave, Roberto Benigni, Charlotte Rampling, Dario Argento, Marco Tullio Giordana, Thierry Frémauxe.
Sarà uno dei titoli più attesi nelle sale italiane appena riapriranno i cinema, si spera presto, dopo la pandemia. Il film sarà distribuito da Istituto Luce Cinecittà. Un titolo molto atteso anche perché si spera possa essere proiettato nelle sale nel 2021, nel centenario della nascita dell’indimenticabile attrice.
Alida Valli, nativa dell’Istria, è strettamente unita a Como, dove abitò per alcuni anni della prima giovinezza, studiò e visse un grande amore finito in tragedia. E alla città lariana Alida Valli rimase sempre legata. Il suo vero nome era Alida Maria Laura Altenburger von Marckenstein und Frauenberg. Nata a Pola il 31 maggio 1921, era figlia del barone Gino Altenburger, docente di storia e filosofia di origine trentina e trasferito al Liceo scientifico “Paolo Giovio” di Como con sede in via Rezia e morto prematuramente quando la figlia aveva appena quindici anni. La mamma, invece, era Silvia Obrekar, una pianista di origine slovena. La futura diva del cinema rimase in città con i genitori dal 1930 al 1936. Finì le scuole elementari in via Briantea, frequentò le medie alle Canossiane di via Balestra e iniziò il ginnasio al Liceo classico “Alessandro Volta”. Adorava il lago e ne fece la traversata a nuoto. Come ricorda Marco Guggiari nel suo volume “Comaschi” dedicato a personalità lariane del ’900 pubblicato da Editoriale, «all’età di 14 anni, Alida fece una follia per tentare la strada delle scene che erano già il suo sogno. Vendette per 75 lire i gioiellini ricevuti in dono in occasione della Cresima e comprò il biglietto del treno per andare a Milano a un’audizione della Cinegrafica. Non andò bene, ma lei non si rassegnò e più tardi si recò a Roma al Centro Sperimentale per ritentare, questa volta con successo, l’avventura nel cinema. Decise di chiamarsi con il cognome d’arte Valli, scegliendone a caso uno tra quelli dell’elenco telefonico».

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